D’Alfonso: il ministero vuole solo commissariare

31 Gennaio 2016

Il governatore, per mezzo di una nota del consigliere D’Alessandro, ribadisce la regolarità della nomina di Mattioli e attacca il ministro Lorenzin

TERAMO. Gli esposti alla procura del ministro Beatrice Lorenzin sulla nomina di Mauro Mattioli alla direzione dell’Istituto zooprofilattico non impensieriscono il governatore Luciano D’Alfonso, che per bocca del consigliere regionale Camillo D’Alessandro lascia intendere di avere un asso nella manica. Il consigliere del Pd parla di una «volontà di commissariare a prescindere” da parte del ministero su cui il governatore si riserva di fare ulteriori accertamenti, sollecitando anche una riflessione sulle ragioni di un commissariamento perseguito a tutti i costi.

D’Alessandro, in replica all’azione del ministro sollecitata da un’interrogazione del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano ha detto: «Di Stefano si metta l’anima in pace. La nomina di Mattioli è stata effettuata nel pieno rispetto delle regole, che prevedono di “sentire” il ministero. Il parere ministeriale è stato acquisito, poi è stata perfezionata la procedura che in base alla legge di riordino prevede una partecipazione consultiva (e quindi non vincolante) del ministero della Salute. La logica della norma è chiara: poiché l’istituto è di supporto alle Regioni (Abruzzo e Molise) che lo coordinano, il ministero ha una funzione attenuata nel merito».

D’Alessandro è durissimo infine contro i deputati del centrodestra abruzzese accusati di strumentalizzare la vicenda: «Stanno degradando un ente del territorio solo per testimoniare la propria esistenza in vita. D’Alessandro ricorda che il giudizio sull’idoneità curriculare di Mattioli, e dunque la «comprovata esperienza nell’ambito della sanità pubblica veterinaria» contestata dal ministro, spettava solo alla commissione chiamata a valutare le idoneità dei candidati, organismo che ha validato il curriculum di Mattioli. Infine il monito: «Altri saranno gli accertamenti che verranno richiesti e che si riveleranno utilissimi. Vi sarà una ricostruzione cronometricamente puntuale, curata personalmente dal presidente D’Alfonso, delle volontà “direttorial-ministeriali” di commissariamento a prescindere. Qualora fosse confermato, la cosa sarebbe molto grave e soprattutto verrebbe da chiedersene il motivo».

Lo strappo tra Regione e Ministero impensierisce invece, e non poco, la figura che in queste ore si trova tra incudine e martello, visto che è stato nominato dal ministero all’interno del consiglio di amministrazione dell’Izs, ovvero Nicola D’Alterio. «Spero in una velocissima ricomposizione nei rapporti perchè la situazione si è fatta più grave del dovuto e del passato», ha detto D’Alterio. «Non spetta a me entrare in argomentazioni politiche perché sono una figura di controllo e indirizzo pur se indicato dal ministero. Posso solo dire che lavorerò affinchè ci sia unità e mi fa piacere che il presidente Manola Di Pasquale confidi nell’armonia del Cda per guidre insieme la struttura». Il ministero ha forse dato indicazioni sulla linea da assumere in relazione al nuovo corso dell’Izs? «Lungi da me remare contro gli atti dell’istituto» ha detto D’Alterio «non posso discostarmi dal ministero che ritiene di voler mettere le persone giuste in un ente in cui ha fortemente investito negli ultimi vent’anni. Così come non entro nel merito dell’altissimo valore professionale del direttore Mattioli, visto che peraltro abbiamo la stessa formazione universitaria e siamo stati allievi dello stesso maestro. Sottolineo però che l’Izs conta per il 95,5% delle sue risorse sui fondi del ministero che punta sull’istituto Caporale come una sua eccellenza e dunque al di la della politica è fondamentale per una serie di attività». Ma il ministero può sottrarre i fondi dall’oggi al domani sulla base di questa divergenza? «Non siamo in una dittatura, ci sono garanzie, tutele della legge. Ma è ovvio che per viaggiare su certi livelli ci deve essere armonia nei rapporti e tutti devo remare nella stessa direzione».

Marianna De Troia

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