D’Alfonso promette una soluzione al rebus biblioteche

11 Aprile 2015

I direttori provinciali pungolano la Regione perché crei una struttura unica. Il governatore: «Troveremo i soldi»

TERAMO. Le biblioteche provinciali stanno lentamente morendo nella terra di nessuno. Scaricate dalle Province nel calderone delle "funzioni non essenziali" con l'entrata in vigore della riforma dettata dalla legge Delrio e non ancora ricollocate dalla Regione, le prestigiose istituzioni agonizzano strette nella morsa della spending review e dell'incertezza. A lanciare un nuovo e accorato grido di allarme sono stati i direttori delle quattro biblioteche provinciali. Hanno colto l'occasione, ieri, della tavola rotonda organizzata dal Lions Club di Teramo per rinnovare la sollecitazione, rivolta agli interlocutori istituzionali, a farsi carico dell’emergenza.

«Siamo in un terribile limbo», esordisce il direttore della "D'Annunzio" di Pescara Enzo Finiani, «ogni giorno che passa c'indebolisce». Le biblioteche, custodi di un patrimonio fatto non solo di libri, ma anche di documenti, opere d'arte, strutture architettoniche e professionalità, non hanno soldi per aggiornare la dotazione bibliografica e neppure la piccola manutenzione. «La demagogia sostiene la necessità di risparmiare», osserva Maria Concetta Ruffo, direttrice della "Tommasi" dell'Aquila, «ma poi vengono tagliati servizi essenziali». Sotto la scure della revisione della spesa cadono anche le professionalità del personale, ridotto all'osso e di non facile sostituibilità. Ne è esempio Luigi Ponziani che, a causa dei prepensionamenti, dal 1° aprile è stato costretto a lasciare in anticipo la guida della "Delfico" di Teramo. «Nelle nostre biblioteche la concretezza del servizio si unisce all'idealità, non si tratta solo di retorica», afferma, «qui c'è la connessione con la storia e l'identità regionale e nazionale».

I direttori già tre anni fa, molto prima della riforma, si sono mossi per tracciare un percorso di riorganizzazione del servizio su base regionale. Hanno presentato una proposta di legge per la creazione di una struttura unica, coordinata dalla Regione. «L'idea è stata recepita con voto unanime dal consiglio regionale», spiega Fimiani, «ma si è impantanata». L'operazione sarebbe economicamente alla portata: la spesa annuale per le quattro biblioteche è stimata di 2,8 milioni. Soldi che, secondo Ponziani, la Regione potrebbe trovare visto che stanzia 700mila euro per il prossimo raduno degli alpini.

La risposta arriva a conclusione del dibattito del Lions dal governatore Luciano D'Alfonso. I costi per il solo personale delle biblioteche per quest'anno ammontano a 1,8 milioni. In cassa l'ente ha 450mila euro disponibili e la parte restante della quota deriverà da economie nel settore idroelettrico. «Entro tre settimane terremo una riunione di giunta a Teramo», annuncia il governatore, «nella quale stanzieremo la somma». D'Alfonso, però, evidenzia che quest'impegno dovrà essere bilanciato da «qualche no» su altri fronti, visto il disavanzo di 450 milioni di euro della Regione e le tante emergenze in corso. Chiare anche le parole del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino. «La biblioteca non è più di nostra competenza ma finora abbiamo assicurato il servizio», afferma, «e continueremo a farlo». Resta da capire chi pagherà in futuro. Di Sabatino, affiancato dal sindaco Maurizio Brucchi, promette che non farà sconti a nessuno ed è pronto anche ad aprire contenziosi giudiziari.

Gennaro Della Monica

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