D’Angelo, l’affondo: «Questo centrodestra pensa solo a litigare»

Il candidato civico alla presidenza punge gli avversari: «Io lavoro sui contenuti, agli altri il territorio non interessa»
TERAMO. Dinanzi a un centrodestra spaccato, con due candidati in corsa per la Provincia, il “terzo incomodo” Camillo D’Angelo prosegue a testa bassa e in modo trasversale la propria campagna elettorale confidando «nell'azione lineare che da settimane porto avanti in tutti i 47 comuni del territorio: un'azione che si fonda sui contenuti, su un programma costruito con gli amministratori in un'attività di ascolto e dialogo», dice il sindaco di Valle Castellana, che per primo a inizio gennaio ha annunciato la sua candidatura a presidente della Provincia. Ed è lui il “terzo incomodo” nella sfida che vede in campo due sindaci appoggiati dal centrodestra: Domenico Piccioni, di Tortoreto, sostenuto da Fratelli d'Italia e dall’area civica di Paolo Gatti; e Massimo Vagnoni, di Martinsicuro, sostenuto da Lega e Forza Italia.
Una spaccatura che nei giorni scorsi è stata oggetto di riflessioni polemiche di Gatti e del presidente uscente Diego Di Bonaventura. Ed è dalle loro parole che D'Angelo parte per delineare un quadro dove, spiega, «i contenuti e i programmi a favore del territorio appaiono residuali». Il sindaco di Valle Castellana evidenzia: «Le due “sigle minori” del centrodestra, come sono state definite da Gatti, avrebbero disatteso le indicazioni di area, ponendosi su una strada autonoma e, di fatto, contrapposta. Anche l’altra dichiarazione di Gatti, “Terremo conto del comportamento di Forza Italia e della Lega”, lascia presagire delle ripercussioni non solo in termini di risultato, ma anche per i successivi appuntamenti elettorali amministrativi», commenta D'Angelo. E continua: «Di Bonaventura ha lamentato il fatto che “c’è sempre qualcuno che arriva da fuori e pretende per forza di dire qualcosa”, riferendosi ai segretari regionali della Lega e di Forza Italia, i quali avrebbero imposto una candidatura non condivisa con gli amministratori teramani. Di fronte a questo scenario, io porto avanti il mio lavoro di confronto, con temi e contenuti», aggiunge D'Angelo, che viene dal centrosinistra ma a questo punto confida nel sostegno alle urne di pezzi di centrodestra delusi.
Per restare in argomento “fratture”, anche il centrosinistra, che non ha espresso un proprio candidato, ha i suoi problemi. Il Pd non ha ancora dato indicazioni di voto, e forse non lo farà. Qualcuno appoggerà Piccioni, altri D'Angelo. E la volontà di astenersi, fra quanti conservano un'anima più “a sinistra”, non sarebbe poi così isolata. Sul punto D'Angelo non si sbilancia, confidando «nella fiducia di chi non si riconosce in figure di centrodestra», e ricordando come la sua candidatura sia «civica, nata dal basso, per il bene del territorio». Sul programma i temi che il sindaco di Valle Castellana pone al centro spaziano dalla viabilità all'efficientamento delle scuole, dal sostegno ai piccoli comuni all'attenzione per le aree della costa. In agenda ci sono anche «la mobilità sostenibile, la tutela dell'ambiente, il contrasto all'abbandono di rifiuti su tutto il territorio», conclude il candidato, che su Teramo città punta un riflettore “speciale”: «La provincia deve tornare Teramocentrica, centro cioè economico, amministrativo e politico del territorio del quale è capoluogo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

