D’Eramo: «Prima i programmi, poi i nomi»

Il coordinatore della Lega: «Sull’aspirante primo cittadino valuteremo al tavolo della coalizione»
TERAMO . Il programma, una coalizione «ampia e forte» e poi il nome. Il coordinatore abruzzese della Lega Luigi D’Eramo fissa questi paletti in vista della scelta del candidato sindaco di centrodestra per Teramo. «Si valuterà al tavolo regionale di coalizione», ribadisce, «come avviene sempre per tutti i capoluoghi di provincia chiamati al voto». L’indicazione per Paolo Gatti, sottoscritta da undici tra partiti e forze civiche d’area, a cui manca proprio l’avallo da parte del Carroccio, resta dunque sullo sfondo di una trattativa che investirà un livello superiore a quello comunale. «Finora sono stati fatti nomi prestigiosi», spiega D’Eramo, «e anche la Lega può esprimere candidati tra cui scegliere il migliore per il centrodestra».
Il coordinatore si dice «per nulla appassionato al toto-nomi, ai tecnicismi e alla spartizione delle caselle da riempire», ma ribadisce la centralità di un metodo che tenga conto di tre principi fondamentali. «Il primo è quello del programma», evidenzia, «delle proposte che rilanciare una città capoluogo di provincia che, a causa delle politiche di questi ultimi anni, rischia di perdere il suo ruolo centrale». A seguire va garantita la compattezza della coalizione. «È un altro passaggio fondamentale che, visti anche esempi del recente passato, non può essere dato per scontato», avverte D’Eramo precisando che laddove il centrodestra si è presentato diviso, come ad esempio ad Avezzano e Chieti, «questo non è avvenuto per responsabilità degli uomini e delle donne della Lega». Definiti i primi due punti, insomma, si procederà con il terzo: l’investitura del candidato sindaco. «Si sceglierà l’uomo o la donna che meglio interpreterà il programma e rappresenterà la coalizione più ampia e forte possibile». Lo stesso percorso vale per la Provincia, dove si tratterà di eleggere il presidente in autunno, anche se in questo caso la consultazione è di secondo livello: non coinvolge i cittadini direttamente, ma chiama al voto i consiglieri con un peso proporzionale ai Comuni che rappresentano. «Anche qui la Lega presenterà proposte per una coalizione forte e rappresentativa del centrodestra». (g.d.m.)

