Da Civitella i paradenti per gli azzurri a Rio
Il laboratorio Orthofan ha ideato e realizzato le protezioni che saranno indossate alle Olimpiadi
CIVITELLA. Il prodotto dell’ingegno di un’azienda di Civitella alle Olipiadi di Rio. A Civitella del Tronto infatti c'è un laboratorio ortodontico conosciuto in tutta Italia ed oltre a produrre apparecchi ortodontici richiesti anche all'estero, progetta paradenti professionali per sportivi di tutte le fasce di età, apportando modifiche del tutto personali, tali da rendere il "mouthguard" unico sia per l'efficacia, sia per la personalizzazione richiesta dagli atleti.
L'ideatore del marchio OrthofanPro è l'odontotecnico Fabio Fantozzi che, oltre ad essere il titolare dell'Orthofan, laboratorio ortodontico con otto dipendenti, è anche autore del libro scritto in italiano e inglese "Paradenti per gli sports: cosa è indispensabile sapere". «La passione per l'ortodonzia e per tutti i dispositivi correlati, mi ha portato a studiare nuove tecniche e procedure al fine di sperimentare nuovi materiali e tecnologie, per ottenere dispositivi del tutto personalizzati per ogni singolo atleta, in base alle richieste del clinico che rileva le impronte e che raccoglie tutte le informazioni dall'atleta per identificare il paradenti con colori, nickname, loghi e molto altro», spiega Fantozzi.
Per questa ragione, vari dentisti si sono rivolti al laboratorio Orthofan per far produrre paradenti a bambini, adulti e campioni di numerosi sport, dal ju jitsu, alla kick boxing, al pugilato, al basket, solo per citarene alcuni. E anche per gli atleti professionisti che parteciperanno alle olimpiadi di Rio 2016.
Grazie al lavoro dei dottori Regina Queiroz e Giuseppe Caponi di San Benedetto, gli atleti si sono sottoposti ad esami strumentali con sofisticatissime apparecchiature di ultima generazione, per determinare l'altezza e la posizione esatta di chiusura della bocca con il paradenti, in modo da migliorare la postura, l'equilibrio e la performance dello sportivo in condizioni di massimo sforzo. Sull’identità degli atleti che indosseranno il paradenti c’è il massimo riserbo, al momento. «Le personalizzazioni», conclude Fantozzi, «sono fatte con apparecchiature sofisticate a raggi Uv e vengono sigillate da materiali biocompatibili ad a marchio Ce. Tra i vari strati di materiali utilizzati, stiamo testando un prodotto top secret che rivoluzionerà la distribuzione delle forze in caso di impatto e permetterà di avere paradenti a spessori ridotti di quasi il 50%». (a.f.)
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