«Da dieci anni fisioterapista di contratto in contratto»

18 Marzo 2015

TERAMO. Il taglio di 336 precari alla Asl certamente porterà alla paralisi di interi settori sia negli ospedali che nella medicina del territorio. Ma al di là di questo significa la perdita di 336...

TERAMO. Il taglio di 336 precari alla Asl certamente porterà alla paralisi di interi settori sia negli ospedali che nella medicina del territorio. Ma al di là di questo significa la perdita di 336 posti di lavoro. Significa per molti una condanna alla disoccupazione. Soprattutto per chi, di contratto in contratto, ormai da anni lavora alla Asl. “In Italia non c’è niente di più stabile della precarietà”, si dice comunemente. Ma questa volta anche la precarietà rischia di finire. Per il nulla.

Gabriella Giannetta, fisioterapista al distretto di Montorio, è uno dei precari a cui il contratto a tempo determinato scadrebbe il 31 dicembre 2015, ma che per il taglio dei fondi rischia di andare fuori a fine giugno. La fisioterapista, di rinnovo in rinnovo, lavora ormai da quasi dieci anni alla Asl di Teramo.

«E’ evidente che sono molto preoccupata, e così tutti i iei colleghi che sono nelle mie stesse condizioni», dichiara Giannetta, «ho investito tutta la mia carriera professionale alla Asl di Teramo. D’altronde con la crisi economica che c’è in Italia è difficile in questo periodo di trovare tante alternative».

La lavoratrice racconta delle difficoltà sue e dei suoi colleghi: «Ormai in ogni casa c’è un disoccupato», osserva Giannetta, «ed è già difficile così: s’immagini se un altro membro della famiglia perde il lavoro. Io per esempio ho un figlio disoccupato. E tanti altri precari della Asl vivono situazioni simili. Io spero vivamente che la situazione si risolva al più presto, che la Regione riesca a cambiare il decreto». (a.f.)

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