Da inizio anno 20mila contagiati: in 4.800 hanno meno di vent’anni

È l’effetto della variante Omicron: attività didattiche sospese per 300 classi, positivi 650 studenti Media giornaliera oltre i mille casi al giorno, con picchi di duemila. Pinto: puntiamo a un rapido calo
TERAMO. Se tutti i contagiati della provincia fossero raggruppati in una stessa zona, come nella trama di un film apocalittico, occuperebbero una cittadina di media grandezza, poco meno di Giulianova e Roseto. La quarta ondata della pandemia ha fatto impennare il numero dei positivi, spinta dalla variante Omicron, colpendo più che nelle altre fasi dell’emergenza i giovani. Lo dicono i dati registrati dalla Asl dall’inizio dell’anno.
I DATI DELL’EMERGENZA
Sono in tutto 20mila i contagiati sul territorio provinciale rilevati dall’azienda sanitaria tra il 1° gennaio e ieri. Si tratta di una fetta di popolazione consistente, superiore ai residenti di comuni come Silvi e Martinsicuro. Per un quarto è formata da ragazzi che non hanno ancora compiuto vent’anni. I positivi nella fascia di età che si ferma ai 19enni, infatti, risultano 4.800, a conferma della maggiore incidenza dell’ultima variante rispetto alle altre proprio sui più giovani. Solo una quota minoritaria di loro è legata alla diffusione del virus nelle scuole. Gli studenti positivi sono, al momento, 650. I dati raccolti dalla Asl indicano una situazione in costante evoluzione anche per le classi finite in isolamento. In provincia ce ne sono circa 300, per le quali è stata disposta la sospensione delle attività didattiche in presenza, con l’attivazione delle lezioni da remoto. Meno impattante, in confronto alle precedenti fasi della pandemia, l’incidenza sui docenti che hanno evitato il peggio grazie al ciclo vaccinale e al richiamo.
L’IMPEGNO DELLA ASL
«È difficile aver un report puntuale e dettagliato sui contagi perché la maggior parte dei cittadini fa i test antigenici nelle farmacie», spiega Giandomenico Pinto, responsabile dell’Ucat, l’unità di coordinamento dell’assistenza territoriale, «ma continuiamo a raccogliere dati da più parti, portando avanti comunque un lavoro complesso». La curva va verso l’appiattimento anche se il ritmo della diffusione del virus è galoppante. «Siamo in una fase delicata, con oltre mille positivi al giorno e picchi anche di duemila», evidenzia Pinto, «le vaccinazioni vanno bene grazie a una buona organizzazione dei vaccini, ma speriamo di arrivare presto al plateau e che poi i contagi scendano rapidamente così come sono aumentati».
L’APPELLO DEL SINDACATO
A evidenziare la necessità di applicare le indennità per “prestazioni aggiuntive” a tutto il personale sanitario impegnato nell’emergenza è la Uil Flp che, insieme a Cgil e Cisl, parla di «eroi dimenticati» e chiede un incontro ai vertici della Asl per affrontare questa ed altre questioni aperte.
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