Da Martinsicuro battaglia per l’albo dei pizzaioli

28 Giugno 2016

MARTINSICURO. Ventuno senatori della Repubblica hanno sottoscritto il disegno di legge per il riconoscimento della professione di pizzaiolo, presentato dal senatore Bartolomeo Amidei in Senato il 9...

MARTINSICURO. Ventuno senatori della Repubblica hanno sottoscritto il disegno di legge per il riconoscimento della professione di pizzaiolo, presentato dal senatore Bartolomeo Amidei in Senato il 9 marzo scorso.

Dunque, fa passi avanti il Ddl per il riconoscimento della professione di pizzaiolo e per la costituzione di un albo professionale che ripulisca il settore dai finti mastri e dai tarocchi del piatto mondiale rigorosamente tricolore. Ne dà notizia Evandro Taddei, recordman della pizza di Martinsicuro e fautore insieme ad altri colleghi, del progetto di legge nazionale.

La crociata era partita da Martinsicuro da Taddei che anni fa conquistò il guinness della pizza più piccola del mondo cotta nel forno più piccolo del mondo. Qualche mese fa, a Palazzo Madama era stato ricevuto dal senatore Bartolomeo Amidei (Forza Italia) in rappresentanza del Comitato italiano pizzaioli per il riconoscimento della professione. Ebbene, ventuno senatori hanno sostenuto la causa firmando il disegno di legge.

«Il pizzaiolo, contrattualmente, non esiste ed è equiparato a cameriere o aiuto cuoco, perchè la professione del pizzaiolo non è riconosciuta dai nostri ordinamenti giuridici», spiega Taddei, «Ecco perchè si è reso necessario costituire il comitato italiano pizzaioli per il riconoscimento della professione. Con me ci sono migliaia di altri pizzaioli d'Europa; tra gli storici fondatori Giuseppe Longo ed Enrico Famà direttore di Ristorazione italiana. Naturalmente, è stata inoltrata la missiva con cui chiedere l'intervento del Governo su tale determinante decisione, tra l'altro a costo zero e a tutto beneficio dei fruitori. Oggi, il mondo festeggia persino con il “pizza day “ il nostro alimento più diffuso, ma non in Italia».

Alex De Palo

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