«Dai terreni inutilizzati possono entrare 4 milioni»

Manutenzioni, nel programma di Morra c’è un’idea per trovare i soldi: cedere due aree a Piano d’Accio e Madonna delle Grazie in cambio di lavori
TERAMO. La domanda rimbalza nella testa di tutti i teramani: come farà il prossimo sindaco a trovare i soldi del famigerato capitolo “manutenzioni”, ovvero quelli che servirebbero per rimettere a posto le strade, e non solo, di una città sprofondata in un degrado mai visto?
Si tratta, evidentemente, di una priorità assoluta. Il Centro vuole capire le possibili soluzioni proposte dai candidati a sindaco e comincia dal favorito, ovvero Giandonato Morra. Nel cui programma si legge, a un certo punto: «Dismissione dei terreni “dormienti” che complessivamente, da perizia, hanno un valore di oltre 4 milioni di euro. Il ricavato della vendita verrà destinato, parzialmente, a interventi dedicati alla città nell’ottica di migliorarne decoro, vivibilità e sicurezza. Per ottimizzare al meglio tale vendita, si valuterà di cedere in permuta tali terreni a fronte di una serie di interventi preventivamente concordati tra l’ente e l’acquirente, tenendo in priorità l’abbattimento delle barriere architettoniche. Questo consentirebbe di ammortizzare anche i costi dell’Iva e, quindi, permetterebbe di ottenere lavori pari al totale netto dell’importo di vendita».
Questo punto del programma è stato elaborato da uno dei gruppi di lavoro di “Futuro in” , che a sua volta si è basato sulla memoria storica e le competenze di Giacomo Agostinelli, per due anni assessore all’urbanistica nella prima giunta Brucchi. Agostinelli, sentito dal Centro, spiega: «Parliamo innanzitutto di oltre due ettari di terreno che si trovano a Piano d’Accio, tra la facoltà di veterinaria e l’area dove dovrebbe sorgere un albergo. Quei terreni li ho ripresi io, quando ero assessore, dall’università: sono in parte della Provincia e in parte del Comune, erano agricoli e ora sono D5, ovvero ci puoi fare tutto. Li ho fatti periziare nel 2013, allora il valore era più alto di quello attuale ma sono comunque molto appetibili. Lì il Comune ha 1,6 ettari. Anche se il valore dovesse essere sceso a 100 euro al metro rispetto ai 180 della perizia, parliamo di un milione e 600mila euro. Gli altri terreni dormienti sono quelli dietro a Madonna delle Grazie, trasformati in area edificabile. Tutte e due le aree insieme, da perizia, vengono 4.5 milioni. Tenendoci prudenti, possiamo stimare 3.5 milioni. Peraltro il Comune non li venderebbe ma farebbe la permuta con gli acquirenti, chiedendo loro dei lavori, e così risparmierebbe l’Iva».
Il dubbio è: con la crisi attuale, quei terreni si venderebbero? «Se non offri delle opportunità a chi vuole investire», replica Agostinelli, «non saprai mai se si venderanno o meno. Io sono convinto che si venderanno, toccato il fondo si può solo risalire. Il punto nodale è rendere appetibile l’investimento privato. Un esempio: tra le attività fatte da assessore ho ripreso in mano lo svincolo della Gammarana, che alla fine si è fatto. Ebbene, grazie allo svincolo sia Globo che Gabrielli hanno investito in quella zona. Senza viabilità, non avrebbero fatto nulla».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

