Dal caso di Morosini a Pescara al cestista salvato sul parquet

TERAMO. Dalla morte di Piermario Morosini, il calciatore del Livorno deceduto il 16 aprile del 2012 durante la partita con il Pescara, a quella del 15enne difensore dello Sporting Città di Fiumicino...
TERAMO. Dalla morte di Piermario Morosini, il calciatore del Livorno deceduto il 16 aprile del 2012 durante la partita con il Pescara, a quella del 15enne difensore dello Sporting Città di Fiumicino deceduto il 2 aprile durante un’amichevole con gli allievi regionali della Lazio: è un lungo elenco di tragedie quello stilato dalla cronaca. Anche se quella recentissima racconta adel salvataggio di un cestista del Brescia che qualche giorno fa è stato colpito da un infarto in campo e salvato da un medico che era tra il pubblico.
Le normative in vigore prevedono che l’idoneità ad un’attività sportiva di tipo agonistico sia avallata da una specifica visita medica. Un controllo che comporta una prova da sforzo. Per i baby calciatori sotto i 12 anni questa visita non è richiesta e basta il certificato medico di idoneità all’attività sportiva non agonistica valido un anno. Tuttavia i medici di base che rilasciano questi certificati di norma fanno eseguire un elettrocardiogramma.
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