Dal parco fluviale alla Laga Il progetto torna in pista

21 Maggio 2020

Se n’è parlato nell’incontro fra i comitati di quartiere e il vice sindaco Cavallari Il Comune coinvolgerà l’Ente Parco per realizzare il collegamento ciclo-pedonale

TERAMO . Dal lungofiume del Tordino al monte Bilanciere, nei Monti della Laga passando per Cortino. Non è solo una suggestione, ma un progetto che potrebbe trovare concretezza in un accordo tra il Comune e l’Ente Parco Gran Sasso-Laga. Se n’è parlato nel corso dell’incontro tra il coordinamento di quartieri e frazioni e l’assessore ai lavori pubblici e vicesindaco Giovanni Cavallari. La riunione aveva all’ordine del giorno un approfondimento delle proposte d’integrazione del piano triennale delle opere comunali presentate dall’organismo che raggruppa i comitati civici. Nel corso del dibattito il coordinamento ha messo sul tavolo un ulteriore suggerimento che consentirebbe di realizzare il collegamento di fatto tra il centro urbano e l’area protetta. All’amministrazione è stato chiesto, infatti, di riprendere in mano il progetto di prolungamento del parco fluviale del Tordino fino alla ramiera di Villa Tordinia. Si tratta di una soluzione messa a punto ai tempi dell’amministrazione guidata da Angelo Sperandio, di cui faceva parte come assessore anche Domenico Bucciarelli, attuale presidente del coordinamento di quartieri e frazioni. «Il progetto originario prevedeva già in partenza che la pista ciclopedonale arrivasse alla ramiera», ricorda l’ex assessore, «ma i maggiori costi determinati da imprevisti nell’allestimento del tratto precedente impose di fermarsi all’altezza della Cona». Secondo Bucciarelli basterebbe dunque aggiornare il progetto già esistente per poter accedere a fondi europei e tradurlo in pratica. A Villa Tordinia la pista si potrebbe raccordare alla sentireristica verso Cortino che l’Ente Parco potenzierà tramite un piano allo studio. «L’iniziativa renderebbe effettiva l’idea di Teramo come porta d’ingresso dell’area protetta», sottolinea Bucciarelli, «allestendo un tratto di lungofiume di circa tre chilometri».
La proposta è stata recepita da Cavallari che ha annunciato l’intenzione di esaminarla nei dettagli in un incontro con il presidente del parco Tommaso Navarra. Dall’assessore è arrivata anche la disponibilità a valutare e recepire i suggerimenti relativi al piano triennale delle opere pubbliche. Quello di maggior impatto riguarda l’arretramento della stazione ferroviaria. La necessità di arrivare alla definizione del progetto sulla base dei finanziamenti che la società di gestione delle ferrovie avrebbe a disposizione tramite il cosiddetto “bando per le periferie’’ è stata ribadita dai rappresentanti del tre quartieri che gravitano nella zona. L’amministrazione avrebbe già riattivato la procedura per uno degli altri interventi elencati dal coordinamento di quartiere: il ripristino del dissesto idrogeologico innescato da una vecchia frana a Fonte Baiano. Il rischio è stato certificato da una relazione risalente al 2015 a cui però non sono seguiti interventi. Cavallari ha fatto sapere sulla questione è stato sentito un geologo per rideterminare le opere necessarie.
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