Dal Trofeo Lido delle Rose un omaggio al mito Kenney

ROSETO. Appuntamento importante ieri a Roseto per il Trofeo Lido delle Rose: ospite d’eccezione Arthur Kenney, il mitico “rosso” di Milano che negli anni 70 fece incetta di trofei nel Bel Paese. L’ex...
ROSETO. Appuntamento importante ieri a Roseto per il Trofeo Lido delle Rose: ospite d’eccezione Arthur Kenney, il mitico “rosso” di Milano che negli anni 70 fece incetta di trofei nel Bel Paese. L’ex giocatore, che torna in Italia ogni estate, era stato invitato all’Hotel Liberty per la consegna della targa e l'ingresso nella Hall of Fame del Trofeo Lido delle Rose, visto che lo giocò nel 1968, 1969 e nel 1970, le prime due volte con la Gulf di Jim McGregor vincendolo, l’ultima con la maglia dei milanesi. Kenney nei giorni precedenti ha fatto visita anche alle squadre giovanili, esortando i ragazzi non solo a impegnarsi sul campo di gioco, ma pure a interessarsi del loro futuro. Fine oratore grazie a un buon italiano Kenney, con di fianco l’ex bandiera azzurra Roberto Brunamonti, ha poi raccontato la sua storia ai ragazzi dell’Academy, dalle 71 partite consecutive vinte al liceo (record ancora oggi), alle scorribande con l’amico di sempre Kareem Abdul Jabbar, all'importanza dello studio. «Ringrazio il mio amico Roberto Bergogni per aver fatto da tramite per questo invito. Ricevere questo premio è un onore, per un torneo che è tra i più antichi nel mondo. Ho bei ricordi di quei giorni, dei tifosi rosetani che vivevano le partite fianco a fianco ai giocatori nell’Arena 4 Palme». (m.r.)

