Dalla musica alla religione, il turismo ad Atri decolla

ATRI. Cultura, musica, enogastronomia, turismo religioso e naturalistico sono stati gli ingredienti degli oltre 300 eventi che hanno costituito la ricetta della crescita a doppia cifra delle...
ATRI. Cultura, musica, enogastronomia, turismo religioso e naturalistico sono stati gli ingredienti degli oltre 300 eventi che hanno costituito la ricetta della crescita a doppia cifra delle presenze turistiche della città ducale. «Grazie alle scelte fatte», sottolinea l’assessore alla cultura Domenico Felicione, «i settori cultura e turismo possono essere la locomotiva della nostra città. Un risultato importante raggiunto grazie alla proficua collaborazione con le associazioni culturali e la Fondazione Tercas».
L’assessore traccia un bilancio delle attività culturali, molto apprezzate dagli atriani così come dai turisti e da persone giunte dai centri vicini per ammirarle. «I programmi televisivi su reti nazionali (Sereno variabile, Easy driver, Tg1)», spiega l’assessore , «hanno fatto apprezzare le bellezze naturalistiche e monumentali a un vasto pubblico. A seguire le giornate di primavera del Fai hanno portato ad Atri tanti turisti amanti della bellezza; infine la presenza di Atri e del suo patrimonio artistico al padiglione Italia di Expo Milano 2015 ha portato alla ribalta mondiale la città ducale». Il teatro comunale è diventato il centro culturale della città. «L’aver affidato nel 2011 la direzione artistica a Pino Strabili», dice ancora Felicione, «si è rilevata scelta vincente. Passo dopo passo siamo arrivati a registrare, in questa stagione, il tutto esaurito. Tanti i volti noti che si sono alternati sul palcoscenico, da Giorgio Albertazzi, Lina Sastri, Franca Valeri, Leo Gullotta, Marco Bocci, Romina Mondello, Ivana Monti, Paola Quattrini, Sergio Muniz, Gaia De Laurentiis, Ettore Bassi, Giorgio Borghetti, Eleonora Ivone e tanti altri». Oltre alla prosa il programma comprendeva: stagione concertistica, musica, teatro ragazzi, operetta, teatro dialettale. «Il gradimento e l’accoglienza che il pubblico ci ha riservato è stato grande», anticipa Felicione, «tanto che stiamo pensando di inserire la replica pomeridiana degli spettacoli di prosa».
Positivo anche il bilancio del progetto culturale Stills of peace, che ha procurato contatti e visibilità internazionali. Atri ha vissuto con grande entusiasmo anche gli eventi più popolari e cari alla tradizione locale, prima tra tutti l’apertura della Porta Santa. «L’evento, come ogni anno alla vigilia di Ferragosto», dice ancora l’assessore, «ha richiamato tantissimi fedeli e nei successivi otto giorni di apertura un turismo religioso affettuosamente legato all’evento, con tanti avvenimenti tra cui il concerto di Edoardo Bennato». Non solo cultura e tradizione hanno contribuito al successo estivo della città, ma anche la proposta enogastronomica legata ad ‘Atri a tavola’, una delle più qualificate rassegne abruzzesi dedicate al buon gusto.
«Altra ricorrenza storica sulla quale abbiamo puntato per un qualificato rilancio è la manifestazione dei faugni», prosegue Felicione «mai come negli ultimi due anni un foltissimo pubblico ha preso parte alla processione notturna dei ‘faugni’: un concentrato di fascino e musica all’aperto che anima tutto il centro storico e ha portato ad Atri tantissimi giovani». Quindi gli eventi musicali di qualità con il festival internazionale dei Duchi d’Acquaviva; il Green Hills in blues; i Suoni Mediterranei e Atri Music Camp; le rassegne polifoniche delle corali Aristotele Pacini, Giovanni D’Onofrio, Claricantus e i festeggiamenti per il 40esimo anniversario della Corale Di Jorio. «Infine fa parlare di sé anche il turismo naturalistico dell’Oasi Wwf Calanchi di Atri» conclude l’assessore, «con 13 escursioni guidate, 8 laboratori didattici, 17 eventi speciali». (f.ce.)
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