Debito del Cirsu, esposto contro tutti gli ex

30 Agosto 2014

Il presidente chiede al pm di verificare le gestioni precedenti. La Deco: la fideiussione non basta, la Regione intervenga

GIULIANOVA. Non c'è pace in casa Cirsu: il presidente Angelo Di Matteo chiama in causa gli ex responsabili del consorzio per i rifiuti, in merito al debito accumulato nei confronti della Deco, mentre quest'ultima denuncia come lo stesso Cirsu ed il Consorzio stabile ambiente (la società che gestisce la discarica di Grasciano) stiano operando senza le dovute garanzie economiche.

Dopo gli ultimi colpi di scena registratisi nelle aule di tribunale, ecco arrivare l'ennesima doccia fredda per il futuro dei rifiuti nei sei Comuni consorziati e, in generale, nella provincia di Teramo. Al fine di motivare la mancata liquidazione del debito di 2.250.000 euro vantato dal gruppo Di Zio nei confronti del Cirsu (e per il quale è stato di recente chiesto in tribunale il sequestro conservativo dei beni del consorzio), Di Matteo ha presentato un'istanza nella quale si tirano in ballo gli ex presidenti del Cirsu e della Sogesa (ex braccio operativo del Cirsu, il cui 49% era detenuto proprio dai Di Zio): in pratica Di Matteo, al fine di autotutelarsi e motivare l'accumulo del debito, che sarebbe stato causato da errori commessi in passato, ha invocato verifiche sulla gestione del consorzio effettuata da ex responsabili quali Andrea Ziruolo, il rettore Luciano D'Amico, Luigi Romagnoli oltre che su rappresentanti della Sogesa quali Gabriele Di Pietro e Giovanni Marchetti. I nomi citati sono tanti, tornando indietro nel tempo fino al 2008 e al presidente del Cirsu di allora Lunella Cerquoni e al 2010 con il direttore generale Simonetta Spina.

Intanto la Deco contesta il fatto che la fidejussione presentata alla Regione da parte del consorzio e del Csa, al fine di avviare il piano di risanamento aziendale, sia irregolare ed insufficiente, inoltre non rispetterebbe le prescrizioni regionali. «L’importo delle garanzie doveva tenere conto anche delle linee impiantistiche attualmente non in esercizio, mentre l’importo di quelle prestate dal Csa riguarda soltanto le linee in esercizio», si legge in una nota della Deco, che evidenzia come la garanzia per l'esercizio post-chiusura della vecchia discarica sia stata prestata limitatamente alla volumetria residua autorizzata di recente, e non con riferimento all'intera capienza dell'invaso. In più, sempre secondo la Deco, tali garanzie avrebbero dovuto essere presentate dalla Nuova Era (ramo d'azienda interno al Cirsu, affidatario della gestione post-chiusura della vecchia discarica), e non dal Csa. La società dei Di Zio sottolinea che, a titolo di garanzie finanziarie, sarebbero stati presentati 966.428 euro, a fronte dei 4.133.500 richiesti.

Ma la Deco contesta anche il mancato rispetto dei tempi, del Csa, nella presentazione delle garanzie finanziarie, inoltre critica il mancato controllo da parte del Servizio di gestione dei rifiuti della Regione. «Abbiamo ritardi di 6 mesi su tante richieste, non solo quelle del Cirsu, per carenza di personale», ribatte il dirigente regionale Franco Gerardini. «La prossima settimana ci pronunceremo sulle garanzie presentate dal consorzio», aggiunge Gerardini, il quale afferma che gli uffici hanno comunque bocciato la richiesta di agevolazioni ambientali presentata dal Cirsu che, insomma, dovrà pagare di più. «Per questo», conclude, «se le garanzie saranno da integrare, il Cirsu dovrà farlo». Per la Deco, però, anche usufruendo delle agevolazioni, il consorzio avrebbe dovuto presentare garanzie per circa 2.500.000 euro.

Sandro Petrongolo

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