Debito Franchi, avvocati al lavoro
Rinviata alla prossima settimana la decisione della maggioranza su come pagare
GIULIANOVA. È stata rinviata alla prossima settimana la discussione all’interno della maggioranza per risolvere la rischiosa questione del debito con gli eredi Franchi che, rifiutando l’offerta di rateizzazione per il pagamento di 4milioni e 400 mila euro per l’esproprio del parco che portava il loro nome (oggi parco degli Eucalipti), hanno messo in seria difficoltà le finanze comunali. Pagando in un’unica soluzione il Comune dovrebbe sforare il patto di stabilità incorrendo in pesanti sanzioni. Al lavoro per risolvere la faccenda giudiziaria ci sono gli avvocati del Comune (tra cui lo stesso sindaco Francesco Mastromauro e gli assessori-avvocati Fabio Ruffini e Pierangelo Guidobaldi), ma anche l’assessore al bilancio Katia Verdecchia e il dirigente dell’area finanziaria Corinto Pirocchi. Gli eredi Sergio e Mariano Franchi, a 35 anni dall’esproprio per pubblica utilità del parco, effettuato nel 1979 dall’allora sindaco Antonio Franchi, avrebbero il coltello dalla parte del manico. Una sentenza del luglio 2014, infatti, ha condannato il Comune di Giulianova a risarcirli di 4milioni e 400mila euro (700mila euro di capitale e ben 3milioni e 700mila euro di interessi e rivalutazione), sentenza che, in un modo o nell’altro va rispettata.
Il grosso problema che si trova ad affrontare l’amministrazione in questi giorni è appunto dover fare i conti con il patto di stabilità. I soldi dovuti ai Franchi, infatti, sono stati accantonati negli anni, in attesa della sentenza che sarebbe prima o poi arrivata, in appositi capitoli di bilancio e sono dunque disponibili, ma non tutti in una volta. Il sindaco, durante incontri precedenti con gli eredi, aveva comunicato loro che il Comune avrebbe potuto estinguere il debito in tre rate, una ogni anno, oppure rivalutare terreni ancora in possesso della famiglia teramana (il parcheggio a sud della chiesa di San Pietro in viale Orsini e i terreni a ovest della chiesa, lungo la ferrovia) in modo da ridurre il debito. Nessuna di queste condizioni ha però soddisfatto i Franchi. (m.t.)
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