Debito Franchi, il Comune paga fino al 2024

La proposta agli eredi: rata annuale da 400mila euro per estinguere 4 milioni di vecchi espropri
GIULIANOVA. Come fare per pagare i 4milioni e 400mila euro del debito per l’esproprio del parco Franchi? È presto detto: in rate da 400mila euro ogni anno fino al 2024.
In realtà, l’amministrazione giuliese aveva già proposto agli eredi Sergio e Mariano Franchi, dopo la sentenza del tribunale che obbligava il Comune a risarcirli, un pagamento in tre rate annuali ma i fratelli avevano rifiutato pretendendo la somma tutta insieme. Visto che, però, sborsare una simile somma in una volta sola è impossibile per i Comuni, soggetti al rispetto del patto di stabilità, il sindaco Francesco Mastromauro aveva formato lo scorso 5 febbraio un tavolo tecnico, che si è avvalso anche della collaborazione dell’avvocato Vincenzo Cerulli Irelli, per risolvere il problema. Ieri mattina il sindaco e la giunta, d’intesa con l’esperto, hanno deliberato il responso di tanto lavoro: la rateizzazione, appunto, del debito fino al 2024, come consente la legge all’ente. «Questo potrebbe soddisfare il credito dovuto», ha fatto sapere il sindaco, «considerando che il Comune non può sforare il patto di stabilità perché deve salvaguardare gli interessi della cittadinanza». Nella delibera di giunta, inoltre, si fa riferimento alla possibilità che, anche questa volta, gli eredi Franchi rifiutino l’offerta, diniego che risulterebbe «in contrasto con i principi di buona fede e correttezza, anche relativamente al superiore principio costituzionale di buon andamento della pubblica amministrazione fino ad assumere i contorni di un abuso del diritto». Lo sforamento del patto di stabilità, infatti, comporterebbe per l’ente l’azzeramento dei trasferimenti statali, forti limitazioni all’utilizzo della spesa corrente, il divieto di accendere mutui e l’impossibilità di assumere personale. «Non v’è dubbio», ha concluso il sindaco, «che gli eredi Franchi abbiano il diritto ad essere pagati. Ma non a costo di mettere il debitore, che in questo caso è il Comune, nelle condizioni di pagare un prezzo troppo alto in termini di servizi ai cittadini e di progettualità di interesse collettivo. Ciò che invece avverrebbe violando il patto di stabilità con il pagamento in un’unica soluzione della intera somma».
Secondo il primo cuttadino gli eredi Franchi, come ricordato anche da una sentenza della Cassazione del 4 maggio 2009, non devono tenere comportamenti tali da impedire al debitore, cioè il Comune, che pure vuole onorare l’impegno, di liberarsi del suo debito sia pure rateizzandolo. Un principio che vale per il privato ma che è applicabile anche alla pubblica amministrazione.(m.t.)
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