Decine di tranelli al telefono sui contratti di Enel e Telecom

L’associazione consumatori “Robin Hood” segnala casi anche paradossali capitati ai cittadini «Le agenzie che procacciano clienti hanno fatto rifare una pratica 8 volte per avere più commissioni»
TERAMO. Sono ormai più di un centinaio i casi di cittadini che sono vittima di tranelli per la fornitura di energia elettrica e per la telefonia.
Il primo gruppo di casi riguarda gli ormai famosi rimborsi per il blackout del gennaio 2017. Sono una trentina le segnalazioni arrivate all’associazione consumatori “Robin Hood”. «Sono cittadini che aspettano i rimborsi dell'Enel e che vengono contattati da un numero di Milano», esordisce il presidente dell’associazione, Pasquale Di Ferdinando, «un operatore chiede all’utente i dati per completare – dice – la pratica del rimborso: gli chiedono il Pod e l'Iban. Però poi i cittadini, che magari sono clienti di altri gestori, si ritrovano con unnuovo contratto con l'Enel».
Simile il meccanismo messo in pratica con la Telecom, finora sono un’ottantina i casi arrivati all’associazione. «Il dato allarmante è che ci sono persone che entrano in possesso di dati, degli elenchi di Enel e Telecom», aggiunge Di Ferdinando, «e che li usano per sottoscrivere i contratti all’insaputa del cittadino. Anche nel caso di Telecom l’accesso ai dati delle reti da parte di aziende partner determina la possibilità contrattualizzazioni non corrette. Con la Telecom accade questo: io faccio il contratto e aspetto che venga lavorata la pratica. Mi arriva una telefonata che mi dice: “Siamo della Telecom – ma può essere un'agenzia partner – c'è stato un inghippo e che si deve risottoscrivere un altro contratto”. All’associazione è arrivato un caso limite: ad E.N., teramano, sono stati fatti fare ben 8 contratti. L’utente si è rivolto a noi: abbiamo contattato un operatore Telecom che ha rifatto la pratica. Il giorno dopo, paradossalmente, qualcuno gli ha telefonato dicendo che la pratica era di nuovo da rifare. A quel punto abbiamo verificato con la Telecom: non era vero». In sostanza alcune agenzie che procacciano i contratti cercano di farli sottoscrivere più volte per ottenere più provvigioni.
«Si», conferma Di Ferdinando «e il meccanismo per avere più provvigioni causa un altro disservizio. Le agenzie partner per avere le provvigioni fanno fare la disdetta del vecchio numero telefonico e del contratto garantendo condizioni più convenienti con uno nuovo. Ma il vecchio contratto non viene disdetto e continua a fatturare. Quindi i clienti si ritrovano ad avere due addebiti sul conto e lo scoprono casualmente, oppure arrivano due bollette. Finora sono un centinaio di casi. Noi li impugniamo al Corecom e riusciamo a far annullare i pagamenti doppi sostenendo che i cavetti che entrano in casa non possono supportare due linee, quindi si deve pagare solo per una, anche se risultano due contratti. A volte riusciamo anche a ottenere un risarcimento per la perdita del vecchio numero. Ma resta comunque il disagio per il cittadino. E, ripeto, è preoccupante l’accesso così facile agli elenchi dei clienti».
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