«Delibera di bilancio negata è stato un atto illegittimo»
GIULIANOVA. L’opposizione non molla sul caso della delibera di bilancio negata. Ieri tutti i rappresentanti del minoranza hanno tenuto una conferenza stampa per ribadire le loro accuse di...
GIULIANOVA. L’opposizione non molla sul caso della delibera di bilancio negata. Ieri tutti i rappresentanti del minoranza hanno tenuto una conferenza stampa per ribadire le loro accuse di irregolarità già contenute in un esposto inviato in procura. Presenti all’incontro Fabrizio Retko, Alberto Di Giulio, Laura Ciafardoni, Margherita Trifoni, Gianluca Antelli e Franco Arboretti. Retko, annunciando che il 19 la maggioranza voterà l’introduzione della tassa di soggiorno per il 2017-18 «senza nè regolamento né tariffe stabilite», ha definito la delibera «illegittima» e non ha escluso il coinvolgimento del prefetto. Ciafardoni ha fatto sapere che chiederanno un parere al collegio sindacale, organo preposto al controllo e alla vigilanza dell’ente.
«Domanderemo se si è espresso o meno in merito», ha commentato Ciafardoni, «altrimenti chiederemo le dimissioni». I consiglieri, dopo che Di Giulio aveva ricostruito la giornata in Comune in cui la delibera era stata loro negata dal segretario generale Daniela Marino, la quale si era giustificata dicendo che la stampante non funzionava, hanno chiarito il loro punto di vista. «Il sindaco», ha affermato Retko, «ha aggravato la sua posizione e quella del segretario dicendo, in un comunicato stampa, che i documenti c’erano ma dovevano essere “collazionati”. Questa operazione, invece, doveva avvenire prima della seduta di giunta in cui si approvava il bilancio, e anzi gli assessori avrebbero dovuto avere prima tutta la documentazione. Cosa hanno firmato quindi?».
Ciafardoni ha aggiunto che «la firma del segretario generale, mercoledì scorso quando siamo andati in Comune, non era stata messa. Il sindaco ha spostato l’attenzione sulla data di pubblicazione, ma sappiamo bene che possono esserci dei ritardi in merito. Il vero problema è che quel giorno la delibera fisicamente non c’era. Quando sono stata assessore, come ha ricordato il sindaco, non è mai capitato di votare una delibera diversa da quella poi pubblicata. Il segretario invece ci ha mostrato un “brogliaccio”». Queste incongruenze, secondo la consigliera, la direbbero lunga sulla situazione politica della maggioranza. Arboretti ha concluso: «L’obiettivo non è lo scioglimento del consiglio, perché i tempi sono stati rispettati. Tutti, però, abbiamo il fondato sospetto che il 30 aprile non c’era alcunché di definitivo. Ne chiederemo conto in consiglio».
Margherita Totaro
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