Delitto, c’è una pista grazie a due testimoni

4 Ottobre 2014

S’intensificano le indagini sull’omicidio del pensionato massacrato con sette sprangate alla testa

PIETRACAMELA. Lentamente ogni tessera trova il suo posto nelle complesse indagini di un delitto. E a otto giorni dall’omicidio di Renato Bellisari, il pensionato 77enne massacrato con sette bastonate nella sua casa di Intermesoli, investigatori e inquirenti cominciano ad escludere qualcuno e qualcosa. Segno che sono coinvinti di poter cominciare a seguire una sola pista, che è quella che passa per il movente economico. E con il trascorrere delle ore particolare rilevanza assumono almeno due testimonianze raccolte in paese. Ci sono almeno due testimoni che potrebbero aver notato qualcosa di importante nella tarda mattinata di giovedì, qualche ora prima che l’uomo venisse ucciso nella sua abitazione con sette colpi in testa. Molto probabilmente con il bastone di una scopa o con uno degli arnesi da camino che vengono usati per ravvivare le fiamme. La certezza è che chi ha ucciso si è impossessato di alcune migliaia di euro (tra duemila e tremila) che l’uomo aveva nel portafogli sparito da casa insieme alle chiavi del piccolo alloggio. Una certezza, quella dei soldi nel portafoglio, arrivata con i primi riscontri fatti sui conti postali e bancari. E l’attenzione si concentra anche su alcune telefonate arrivate sull’utenza fissa del pensionato che non aveva telefono cellulare e che non guidava. Sono le ultime telefonate dall’uomo e raccontano spostamenti e appuntamenti. Intanto stanno per rientrare gli esami fatti dal Ris,il Raggruppamento investigazioni scientifiche dei carabinieri, sull’orma impressa nel sangue e trovata sul pavimento della cucina dell’abitazione di Intermesoli. Secondo gli investigatori è quella lasciata dall’assassino nella fuga. Qualche impronta la suola sporca di sangue potrebbe averla lasciata an che sul pianerottolo esterno dell’abitazione, ma in questo caso la traccia potrebbe essere stata lavata dalla violenta pioggia caduta nel pomeriggio di giovedì 25 ottobre, giorno del delitto. Proprio per questo tutta l’area esterna alla casa è stata visionata dal Ris con l’esame del Luminol che consente di “mappare” la presenza di sangue anche se apparentemente sparito. Le indagini, coordinate dal pm Andrea De Feis, sono portate avanti dai carabinieri del reparto operativo agli ordini del capitano Nazario Giuliani.(d.p.)

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