Delitto di via Orsini, l’assassino torna dai giudici del riesame

A settembre il tribunale si pronuncerà sul ricorso contro l’arresto-bis del caldaista Dante Di Silvestre l’uomo che ha ucciso il perito informatico Paolo Cialini durante una lite per motivi di traffico
GIULIANOVA. Omicidio in strada, ricorso contro il secondo arresto. L’uomo in carcere per aver accoltellato a morte un automobilista dopo una lite stradale torna davanti ai giudici del Riesame. Il 5 settembre, infatti, nuova udienza per discutere del ricorso presentato dalla difesa del caldaista Dante Di Silvestre dopo la seconda ordinanza di custodia cautelare.
A luglio Di Silvestre, 60enne artigiano di Selva Piana che ha ucciso con una coltellata il 49enne perito informatico Paolo Cialini davanti alla figlioletta di sei anni che era in auto, per qualche ora aveva lasciato il carcere dopo la decisione del tribunale del Riesame dell’Aquila che aveva annullato l’arresto per un cavillo procedurale.
La decisione del Riesame – che aveva accolto il ricorso dei difensori di Di Silvestre, gli avvocati Gennaro Lettieri e Nadia Baldini – era stata motivata da un difetto di notifica. Era successo che il rinvio dell’udienza del Riesame, slittata di tre giorni, non era stato notificato a entrambi i difensori. Per questo motivo erano decorsi i termini entri i quali il tribunale doveva pronunciarsi e l’arresto era stato dichiarato nullo. Da qui la necessità, proprio per superare questo intoppo procedurale del Riesame, di una nuova ordinanza di custodia richiesta dal pm Irene Scordamaglia (titolare del fascicolo) e firmata dal gip Domenico Canosa. Ordinanza bis notificata all’uomo qualche ora dopo la sua scarcerazione e che lo ha riportato nuovamente a Castrogno con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Nel primo interrogatorio di garanzia, quello avvenuto subito dopo i fatti, Di Silvestre ha confessato di aver accoltellato Cialini, imprenditore informatico di Giulianova. Un fendente mortale dopo una lite per motivi di traffico sferrato davanti alla figlioletta della vittima rimasta in macchina. Un delitto d’impeto ricostruirà la prima ordinanza di custodia cautelare. Secondo gli investigatori quel pomeriggio del 14 giugno tutto sarebbe iniziato intorno alle 15 quando la Fiat Punto guidata da Cialini è uscita da via Galvani con lui alla guida e la bambina sul sedile posteriore. La Punto avrebbe incrociato il furgone Fiorino con al volante Di Silvestre. Tra i due sarebbe successo qualcosa per una questione di viabilità. Sarebbero scesi dai mezzi e ci sarebbe stato un litigio. Non solo a parole.
Sempre secondo la versione fornita dagli investigatori il caldaista sarebbe stato colpito dall'altro che gli avrebbe sferrato un calcio al basso ventre. Di Silvestre a questo punto sarebbe rientrato nel furgone per prendere qualcosa per difendersi, un raschietto per la neve ha sempre detto lui, ma avrebbe preso un coltello usato per fare dei lavori in campagna e dimenticato nel mezzo. E' l'arma con cui ha colpito al cuore Cialini che dopo qualche istante si è accasciato a terra. Poi l'arrivo dei soccorsi, chiamati dal caldaista e la disperata corsa in ospedale dove il 48enne è morto.
Agli investigatori l’uomo ha sempre detto di non essersi accorto che nell’auto dell’altro ci fosse una bambina. Che resta l’unica teste del delitto.(d.p.)
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