Delitto in strada, scarcerato l’assassino

15 Luglio 2016

I giudici del tribunale del Riesame rimettono in libertà il 60enne Dante Di Silvestre per un cavillo procedurale

TERAMO. Per dirla in giuridichese è stato un cavillo procedurale. Ma come glielo spieghi a chi sopravvive nel dolore che l’uomo che ha ucciso dopo una lite stradale è stato scarcerato per un errore tecnico? A volte la storia si riavvolge su se stessa e quando alle 14.05 di ieri il caldaista Dante Di Silvestre esce dal carcere di Castrogno sembra di rivedere la scena di un mese fa. Allora era notte e il 60enne artigiano entrava in carcere dieci ore dopo aver confessato di aver accoltellato il 48enne Paolo Cialini, imprenditore informatico di Giulianova. Un fendente mortale dopo una lite per motivi di traffico sferrato davanti alla figlioletta della vittima, una bimba di sette anni rimasta in macchina. Un delitto d’impeto ricostruirà l’ordinanza di custodia cautelare. Ma da ieri Di Silvestre non è più in carcere dopo la decisione dei giudici del tribunale del Riesame che ha disposto il provvedimento per un difetto di notifica. E’ successo che il rinvio dell’udienza davanti ai giudici dell’Aquila slittata da lunedì a ieri (dopo il ricorso dei difensori dell’indagato Gennaro Lettieri e Nadia Baldini) non sia stato notificato al codifensore Baldini nei tre giorni pieni previsti dal codice di procedura penale. Un’eccezione sollevata da Lettieri e accolta dal tribunale. Scrivono i giudici del Riesame nel provvedimento di scarcerazione: «Ritenuto che la stessa sia fondata, difettando tra la rituale notifica al secondo difensore (avvenuta a mezzo Pec il giorno 11 luglio) e l’odierna udienza, i tre giorni liberi e pieni previsti dal comma XIII dell’articolo 309 cpp; che, conseguentemente, deve dichiararsi la perdita di efficacia della misura cautelare disposta, non potendo il tribunale decidere nel termine di 10 giorni dalla ricezione degli atti; che, d’altra parte, è pacifico in giurisprudenza il convincimento secondo cui anche al codifensore che non ha proposto l’impugnazione spetti l’avviso di fissazione dell’udienza, in carenza del quale si verifica una nullità a regime intermedio, si dispone l’immediata scarcerazione». Così commentano gli avvocati Lettieri e Baldini: «L’ordinanza del tribunale del Riesame dell’Aquila ha dichiarato l’inefficacia del provvedimento cautelare emesso dal gip per vizi processuali non superabili. L’istanza di riesame era stata proposta per motivi non esclusivamente formali e riguardavano, peraltro, anche la legittimità dell’interrogatorio svolto dal pm prescindendo dalla fonoregistrazione.Di Silvestre è tornato per qualche ora presso la sua abitazione … in attesa di essere nuovamente tratto in arresto». Perchè appare evidente che nelle prossime ore possa esserci una nuova richiesta di arresto della procura e una nuova ordinanza di custodia cautelare. Fin qui i tecnicismi giuridici. Che non servono a spiegare il perchè sia successo ai familiari di Paolo Calini. E allora bastano le parole del cognato Francesco: «Le vittime non sono protette da questa giustizia. Perchè che giustizia è quella che non fa le cose come dovrebbero essere fatte soprattutto quando ci sono vicende così gravi?».

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