Dell’Olio è tornato su una nave dopo l’odissea vissuta in Spagna

Il 71enne capitano giuliese rimasto in carcere a Cadice per 16 mesi con l’accusa di contrabbando ha accettato l’offerta di un armatore di La Spezia e comanda un pontone nel porto ligure
GIULIANOVA. Il comandante Corrado Dell’Olio, classe 1948, dopo le vicissitudini giudiziarie piovutegli addosso in Spagna quando era al timone di un rimorchiatore nel porto di Valencia, non si è mai arreso. Anzi ha puntualmente reagito da vecchio lupo di mare alle accuse, che ha sempre definito infondate, di contrabbando di sigarette. L’esperienza andalusa non lo ha spinto a ritirarsi a vita privata e così, a 71 anni compiuti, ha deciso di vivere una seconda giovinezza nelle acque del Mediterraneo come capitano di un’imbarcazione che svolge servizio al porto di La Spezia.
Lui per la verità è già in pensione dopo tanti anni di lavoro, ma si sente ancora in forma e all’altezza del compito. Così da pochi giorni ha deciso di accettare l’offerta, accompagnata da un discreto ingaggio, avanzata dalla società armatrice titolare di un pontone ormeggiato nel porto di La Spezia che svolge servizio per le aziende operanti nello scalo marittimo. Senz’altro un buon lavoro per Dell’Olio, che nel novembre scorso è tornato in Italia dopo la lunga odissea vissuta in Spagna. Nel luglio del 2017, quando era al comando di un rimorchiatore, Dell’Olio fu accusato dalla guardia civil e dalla guardia di finanza spagnola di contrabbando di sigarette assieme all’intero equipaggio per aver trainato una portacontainer che trasportava un carico di “bionde”. Ha trascorso per questo 16 mesi nel carcere di Cadice ma a novembre l’alta corte dell’Andalusia ha deciso di scarcerare lui e gli altri arrestati in attesa del processo e Dell’Olio è potuto tornare in Italia.
In tutta la sua sofferta vicenda, da cui attende di uscire definitivamente pulito con la sentenza, Dell’Olio si è dimostrato una vera roccia. Durante la sua lunga detenzione a Cadice assieme ai suoi colleghi di lavoro d’accusa rivelatosi infondato, non si è mai abbattuto ed anzi ha reagito in maniera ferma e senza clamori, ritenendosi vittima di un colossale equivoco. Nello spiacevole frangente Dell’Olio ha ammazzato il tempo leggendo molto all’interno della biblioteca della prigione ed imparando persino a parlare lo spagnolo senza andare mai in crisi, mostrando una grande pazienza ed uno spirito di sopportazione infinito.
Lui non vuole parlare e nemmeno rilasciare dichiarazioni e di quanto capitatogli a partire dal luglio del 2017 accenna poco anche ai familiari. Preferisce continuare a vivere il mare, che porta nel sangue come quando iniziò da ragazzo le sue prime esperienze sui pescherecci che solcavano l’Adriatico.
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