Derivati, contenzioso alla svolta: ci sono 2,1 milioni da recuperare

30 Agosto 2023

Il Comune attende a breve la sentenza della causa avviata otto anni fa per l’annullamento dei contratti Citate in giudizio due banche per costi occulti. D’Alberto: chiudiamo un’operazione sbagliata del 2005

TERAMO . Il Comune punta a recuperare 2,1 milioni di euro dai cosiddetti “derivati”. È alla stretta conclusiva il contenzioso giudiziario aperto dall’ente con le due banche che hanno emesso i contratti impugnati perché ritenuti ingannevoli. La questione risale a 18 anni fa, quando l’allora amministrazione di centrodestra sottoscrisse l’accordo con gli istituti di credito tramite i quali si assicurò risorse fresche per oltre 16 milioni da restituire a rate in vent’anni con l’aggiunta degli interessi.
Fino al 2015 il Comune ha versato quote arrivate anche a 400mila euro l’anno per rientrare dal prestito. Gli esborsi, però, sono stati sospesi a seguito dell’impugnazione dei contratti da parte dell’ente che li riteneva viziati da clausole capestro legate a interessi occulti e di conseguenza illegittimi. In attesa dell’esito del giudizio l’amministrazione ha dovuto comunque accantonare circa 200mila a copertura della spesa in caso di soccombenza. L’orientamento giurisprudenziale dettato da altre sentenze relative a casi simili sostiene la tesi del Comune, ma la certezza di poter recuperare le somme versate e sbloccare quelle accantonate arriverà con l’imminente pronunciamento del giudice. «L’ultima udienza c’è stata un anno fa», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «e la sentenza ormai dovrebbe essere in arrivo». Si chiuderà così una partita lunga e che all’ente è già costata parecchio. «Il differenziale negativo fino a giugno di quest’anno», rileva il primo cittadino, «è stato calcolato in 4,3 milioni di euro». Il Comune ha di fatto sborsato la metà della somma che mira a recuperare al termine del contenzioso.
D’Alberto ricorda, tra l’altro, di aver ripetutamente contestato l’operazione quando era all’opposizione. «Abbiamo subito contestato quella scelta che, negli anni, si è rivelata quanto meno inopportuna», evidenzia il sindaco, «sia per i costi applicati unilateralmente dalle due banche, sia perché la decisione non passò al vaglio del consiglio comunale». L’amministrazione si è affidata a un consulente per studiare i contratti ed evidenziarne i vizi, ma anche per tentare una conciliazione con gli istituti di credito che le permettesse di uscire dai derivati a costo zero. La trattativa, però, non è andata a buon fine e così l’unica strada è rimasta quella del contenzioso. I 2,1 milioni recuperati dal Comune potrebbero essere destinati a investimenti per opere sul territorio.
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