Detenuto autolesionista, tensione in carcere

L’uomo si ferisce con una lametta, poi minaccia di morte gli agenti. Si calma solo alla vista del taser
TERAMO. Notte di tensione nel carcere teramano di Castrogno, l’ennesima. Ne dà notizia in una nota la segreteria provinciale dell’Uspp (l’unione dei sindacati di polizia penitenziaria) esprimendo «il proprio compiacimento per la brillante operazione svolta dagli uomini della polizia penitenziaria che, nella nottata del 18 agosto, hanno scortato in urgenza all’ospedale civile Mazzini di Teramo un detenuto di origini magrebine in evidente stato di agitazione con tagli profondi alle braccia e in parti sparse del corpo».
Secondo quanto riferito dai sindacati degli agenti, «nella tarda serata del 17 agosto, il recluso si era gravemente autolesionato utilizzando una comune lametta da barba mentre un suo connazionale stava creando disordini all’interno del carcere tentando di appiccare un incendio nella sezione di appartenenza mediante il lancio di bombolette di gas accese».
Il ferito nell’infermeria del carcere, «dove gli venivano prestate le prime cure, tentava più volte di aggredire con una lametta l’ispettore di sorveglianza, minacciandolo di morte. Successivamente, durante le fasi di trasporto in ambulanza del 118 e all’interno del Pronto soccorso, creava tensioni e disagi per la sicurezza. Solo grazie alla professionalità dei poliziotti penitenziari di scorta e dei colleghi della polizia di Stato chiamati in ausilio, si è riusciti ad evitare disordini anche all’interno del Pronto soccorso. Il detenuto alla sola vista del taser in dotazione ai colleghi della polizia di Stato, si è calmato e ha permesso ai sanitari di procedere alle cure necessarie».
Quest’ultimo particolare spinge l’Uspp a ribadire che «l’uso del taser costituirebbe un passo importante verso la direzione della tutela dell’incolumità fisica degli agenti e del mantenimento dell’ordine e della disciplina delle carceri italiane».

