Di Baldassarre si smarca: «Meglio puntare su un sito di 30 ettari a ridosso di Viola»

9 Febbraio 2020

Non tutti i componenti del tavolo unico sul nuovo ospedale, che da venerdì si è sciolto per dar vita al comitato promotore della petizione presentata ieri mattina, hanno condiviso la proposta messa...

Non tutti i componenti del tavolo unico sul nuovo ospedale, che da venerdì si è sciolto per dar vita al comitato promotore della petizione presentata ieri mattina, hanno condiviso la proposta messa nero su bianco quasi all'unanimità da comitati e associazioni. Tra questi c’è l’ingegnere Domenico Di Baldassarre, per il quale se il sito di Piano d'Accio non è idoneo a ospitare la struttura quello di Villa Mosca, in base al piano regolatore, avrebbe «già esaurito la volumetria consentita». Inoltre, per Di Baldassarre, ogni operazione nell'area interferirebbe con l'attuale attività ospedaliera. Da qui la proposta di utilizzare «un sito di 30 ettari tra Villa Mosca e Viola», spiega l'ingegnere, «servito dal primo tratto della tangenziale nord (la variante di Villa Mosca, ndr) e idoneo a ospitare strutture ospedaliere. Possiamo immaginare un progetto che preveda di utilizzare il Mazzini per tutte quelle funzioni compatibili con la struttura esistente e realizzare un nuovo polo ospedaliero nell'area tra Villa Mosca e Viola per tutte quelle funzioni che non possono essere realizzate sul Mazzini». In poche parole, nascerebbe un'unica struttura ospedaliera divisa tra due poli complementari. Proposta che Di Baldassarre avrebbe voluto presentare venerdì: «Ma», conclude, «abbiamo solo votato la petizione». (a.m.)