Di Bonaventura: perso un anno, ora è una corsa contro il tempo

10 Novembre 2021

Il presidente della Provincia rammaricato per il ritardo con cui si è arrivati all’accordo con l’Asbuc «C’è uno sforzo grande da fare per riavviare gli impianti sciistici, non sarà affatto semplice»

TERAMO. «La concessione temporanea dei terreni dove insistono gli impianti di Prati di Tivo, che è stata firmata lunedì scorso, poteva essere data un anno fa e alle stesse condizioni. Abbiamo perso del tempo prezioso per le manutenzioni e la cabinovia chiusa quest’estate ha creato un danno d’immagine a tutta la provincia e un danno economico agli operatori». Sono piene di rammarico le parole del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura all’indomani della firma della concessione temporanea dei terreni tra l’amministrazione separata dei beni di uso civico (Asbuc) di Pietracamela e la Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico - privata proprietaria degli impianti. Un accordo della durata di sei mesi, il tempo di proroga della gestione della società Finori srl a causa del Covid, che può essere prorogato di altri sei mesi qualora l’assemblea dei soci della Gst deciderà di allungare la gestione a Finori fino a un anno.
Sulla carta la stagione invernale è salva, ma Di Bonaventura porta all’attenzione la problematica delle manutenzioni agli impianti che in questo periodo possono risentire delle avverse condizioni meteorologiche. Le attrezzature hanno necessità, per ripartire, delle revisioni e dei collaudi e la Provincia deve riposizionare a monte i nove obelix, gli esploditori antivalanghe che regolano il sistema di sicurezza delle piste. «Ora si scatena una corsa contro il tempo», prosegue, «già ne abbiamo perso troppo, soprattutto quest’estate quando si potevano fare le manutenzioni e riposizionare gli obelix senza rischi. C’è uno sforzo grande da fare e ci proveremo, ma la cosa non è affatto semplice». Il presidente lancia, poi, una stoccata all’Asbuc lamentando le lungaggini dell’ultimo mese per arrivare alla firma della concessione. «La riunione in Provincia dove si è addivenuti all’accordo c’è stata lo scorso 18 ottobre, non capisco perché per la firma si sia arrivati al 9 novembre facendo perdere tempo utile».
Intanto c’è attesa per la sentenza di domani del Consiglio di Stato sul ricorso del Comune di Fano Adriano avverso la Gst, nel quale si chiede la sospensiva della prima sentenza del Tar favorevole alla società: un punto importante per le sorti del bando di vendita degli impianti, aggiudicato definitivamente alla Finori srl, ma bloccato dal contenzioso amministrativo. Di Bonaventura lancia un messaggio a tutti gli attori della questione Prati di Tivo: «Dobbiamo smettere di farci dispetti. Metto una pietra sopra su tutto quello che è accaduto e spero che da oggi in poi tutti remiamo dalla stessa parte perché il nostro comprensorio del Gran Sasso è un patrimonio di bellezze che ci invidiano tutti».
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