Di Bonaventura: pronto a chiudere il Cirsu

22 Gennaio 2016

Il sindaco di Notaresco sbotta dopo che l’Arta ha accertato che l’impianto di Grasciano inquina

NOTARESCO. «Per me l’esperienza Cirsu finisce qua e se sarà necessario sono pronto a emanare un’ordinanza per il blocco immediato della lavorazione dei rifiuti organici». È irremovibile il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura in merito al futuro del travagliato consorzio intercomunale per la raccolta dei rifiuti, la cui sede operativa si trova a Grasciano, località che ricade sul territorio di sua competenza, ma è a due passi da Mosciano e Giulianova. Un punto strategico perché facilmente raggiungibile da tutti i Comuni consorziati, ma è altrettanto facile che i cattivi odori prodotti durante la lavorazione possano tornare al mittente. Ed è proprio quello che sta accadendo da tempo, tanto da spingere il primo cittadino di Notaresco ad adottare provvedimenti drastici. «Mi sono attivato ufficialmente dal settembre scorso», dice il sindaco Di Bonaventura, «inviando lettere a tutti gli enti competenti per informarli della situazione. Poi ho convocato un tavolo di salute pubblica al quale la Asl non si è presentata, così ho incaricato l’Arta di effettuare analisi e nelle 143 pagine di relazione che mi è stata trasmessa sono state riscontrate diverse violazioni, i cui effetti potrebbero minare la salute dei miei concittadini così come quella di chi abita nei centri vicini».

L’aspetto più allarmante emerso dai campionamenti effettuati dall’Arta riguarda il trattamento dell’organico, i cui miasmi, a volte sospinti dai venti, raggiungono anche i centri vicini, come Castellalto, San Nicolò, Mosciano Sant’Angelo e Giulianova. Nella relazione dell’Arta, richiesta dal primo cittadino Di Bonaventura, sono 13 le violazioni accertate, le più rilevanti delle quali si riferiscono alle emissioni, al percolato, al compostaggio e agli impianti del cdr (combustibile da riufiuti) e mobile. Dai campionamenti dell’Arta, ma anche dai rapporti del Corpo Forestale dello Stato, che nel dicembre scorso ha affiancato l’agenzia, è emerso che il percolato è risultato stagnante nelle griglie e nei pozzetti. Una relazione impietosa e ricca di particolari, che adesso spiega le ragioni delle emissioni disgustose in tutta la zona, sulla scorta del quale il Comune di Notaresco ha chiesto al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, di sospendere almeno l’attività di raccolta di organico nell’impianto. «Se non saranno gli altri enti a prendere i provvedimenti del caso», tuona Di Bonaventura, «sarò io a bloccare la lavorazione dei rifiuti organici perché è ormai chiaro che l’impianto al momento non è in grado di portarla avanti in maniera corretta e, soprattutto, senza rischi per la salute pubblica». Interpellato sull’argomento, il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro non ha voluto commentare dicendo di non essere a conoscenza della vicenda.

Federico Centola

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