Di Carlo: «Maggio senza turisti a causa della tassa di soggiorno»

Secondo il rappresentante di Federalberghi diversi hotel non apriranno prima del mese di giugno «Un gruppo di cinquanta persone che doveva arrivare a settembre ha disdetto la prenotazione»
GIULIANOVA. Un maggio complicato per il turismo giuliese. Ad affermarlo è Marco Di Carlo, presidente di Federalberghi, che sottolinea: «Facciamo sforzi enormi per la cosiddetta destagionalizzazione, ma i nostri intenti vengono colpiti al cuore dall’amministrazione comunale che decide su determinati argomenti che incidono profondamente sull’economia locale». Il riferimento è diretto alla recente introduzione dell’imposta di soggiorno che inizierà ad avere effetti pratici a partire dal prossimo 1° maggio. «A maggio», continua Di Carlo, «abbiamo sempre ospitato gruppi o famiglie alla ricerca di prezzi contenuti e così, soprattutto per le strutture a quattro stelle, l’imposta diventa un handicap non trascurabile. Pagare in questo periodo due euro al giorno oltre al normale costo, senza ricevere nulla in cambio oltre a quello che offre la struttura, diventa una vera e propria imposta sociale. Ma questo non è stato sufficiente visto che il medesimo importo di imposta è stato spalmato anche per il mese di settembre. Per me il primo risultato tangibile è stato quello di aver perso un gruppo di 50 persone proveniente da Martinengo ospite del mio albergo da dieci anni. La prenotazione era dall’11 al 25 settembre. Quando ho comunicato al referente che il gruppo avrebbe dovuto sopportare un ulteriore addebito di circa mille euro, ha disdetto l’impegno e il gruppo è andato in una cittadina poco più a nord. Purtroppo l’introduzione dell’imposta ha scatenato una sorta di concorrenza inaudita di cui gli albergatori di Giulianova pagano il prezzo più alto». Di Carlo va oltre: «Per il mese di maggio si prevede un’affluenza in diminuzione del 20% con diverse strutture che apriranno la stagione al massimo a partire dall’ultima settimana o dal primo giugno. Buone prospettive invece, in base alle prenotazioni, per i tre mesi propriamente estivi». Secondo Di Carlo le mancate attività causate dall’introduzione dell’imposta di soggiorno determineranno un danno con la perdita di diversi giorni di lavoro per gli addetti nel settore alberghiero e ristorazione. «L’economia di Giulianova», dice l’imprenditore, «non può permettersi certi lussi. A conti fatti l’imposta inciderà nella misura del 7-8% sul costo totale per i turisti. Insomma un vero e proprio contributo alla città di Giulianova senza nessuna contropartita». Di Carlo sottolinea inoltre che «a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’imposta non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni sulle modalità di rendicontazione e versamento, i modelli base, quelli per eventuali esenzioni e quelli relativi al rifiuto di pagamento che il cliente potrebbe eccepire».
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