Di Cesare: «Bisogna rientrare nell’Unione dei Comuni»

12 Novembre 2020

ROSETO. «Credo sia fondamentale rientrare nell’Unione dei Comuni, anche perché la competenza acquisita negli anni dai nostri uffici può essere un valore aggiunto per l’Unione». È il primo obiettivo...

ROSETO. «Credo sia fondamentale rientrare nell’Unione dei Comuni, anche perché la competenza acquisita negli anni dai nostri uffici può essere un valore aggiunto per l’Unione». È il primo obiettivo del nuovo assessore comunale al sociale e all’istruzione Donatella Di Cesare, subentrata una settimana fa nella giunta Di Girolamo al posto della dimissionaria Luciana Di Bartolomeo. Di Cesare però ha davvero poco tempo per concretizzare le sue idee, visto che mancano solo 7 mesi alla fine della legislatura. «Sono consapevole», aggiunge Di Cesare, «la mia è stata una scelta coraggiosa e continuerò sulle linee guida lasciate da Luciana Di Bartolomeo, che ha dovuto affrontare tante emergenze in questi anni».
La sua nomina ha provocato diverse reazioni all’interno del consiglio comunale, con alcuni consiglieri soddisfatti per la sua scelta e altri invece critici per la svolta verso l’ “estrema sinistra” da parte dell’amministrazione, visto il passato della Di Cesare in Sinistra e libertà. «Io sono stata iscritta al Partito democratico dal 2005 al 2010», precisa Di Cesare, «e quindi gran parte degli attuali componenti del consiglio comunale li ho avuti come colleghi e accanto a me nelle riunioni. È chiaro che ho i miei ideali e i miei valori, ma non mi ritengo di certo un’oltranzista o una facinorosa. Mi fa sorridere il fatto che chi si lamenta della mia nomina non fa neanche più parte del Partito democratico».
Di Cesare vorrebbe lasciare da parte gli aspetti politici e concentrarsi più sulla sua attività da assessore che abbraccia due settori delicati come il sociale e l’istruzione. «Di lavoro ce n’è davvero tanto», continua l’assessore, «credo che a Roseto manchi una struttura che possa dare la giusta assistenza agli anziani, una categoria debole e spesso lasciata sola, a parte qualche struttura privata. E poi mancano anche i centri culturali per i giovani».(l.v.)
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