Di Dalmazio: voglio vincere al primo turno

Il leader di “Al centro per Teramo” e “Azione politica”: «Dobbiamo far capire il nostro progetto»
TERAMO. «Vincere al primo turno, perché no?». L’obiettivo è ambizioso ai limiti della temerarietà, ma Mauro Di Dalmazio non lo nasconde. In una campagna elettorale che come unico dato quasi sicuro ha il ballottaggio tra i primi due classificati nella tornata del 10 giugno, il candidato sindaco di “Al centro per Teramo” e “Azione politica” lancia una sfida all’apparenza impossibile. «Si parla del secondo turno come quello decisivo per la vittoria», fa sapere, «ma noi speriamo in una condivisione tale del nostro progetto che ci porti un risultato inaspettato anche al primo». Nel caso sarebbe un’impresa epica, che presuppone un piano di approccio all’appuntamento con le urne da “guerra totale”. Per centrare il risultato gli scissionisti che non si sono riconosciuti nel centrodestra a sostegno di Giandonato Morra combatteranno casa per casa a caccia di voti. «Non abbiamo padrini né padroni», scandisce Di Dalmazio, «il nostro scopo è condividere e far capire la portata del progetto civico che abbiamo messo in campo». La road map verso la sfida decisiva è tracciata. Per sabato prossimo, con sede ancora da definire, è già fissata la presentazione del programma che nei giorni successivi sarà al centro di ulteriori eventi pubblici. «Cercheremo di arrivare ovunque e di contattare tutti gli elettori», annuncia il candidato, «per coinvolgerli nella nostra proposta alternativa».
In quest’ultima parola si annida il senso della strategia disegnata dai civici. Il supplemento elettorale, al di là dei propositi più bellicosi, non si può escludere. Sarebbe un errore da principianti e Di Dalmazio è tutt’altro che uno sprovveduto. In caso di ballottaggio, che lo riguardasse direttamente o no, le sue liste comunque non si schiereranno. «Escludiamo apparentamenti», conclude Di Dalmazio, «sia con il centrodestra che ha prodotto la degenerazione da cui ci siamo allontanati, sia con formazioni che si presentano come civiche ma accolgono il Pd, partito di governo in Regione». Il riferimento è ovviamente a Gianguido D’Alberto ma Di Dalmazio in realtà esclude, al momento, qualsiasi apparentamento. (g.d.m.)
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