Di Flavio conta i consiglieri per vedere se ha i numeri

19 Maggio 2016

NERETO. Lo sfilacciamento in maggioranza mette in dubbio la prosecuzione del mandato del sindaco di Nereto, Giuliano Di Flavio che ora, dopo la riconsegna delle deleghe del vicesindaco, Piero Di...

NERETO. Lo sfilacciamento in maggioranza mette in dubbio la prosecuzione del mandato del sindaco di Nereto, Giuliano Di Flavio che ora, dopo la riconsegna delle deleghe del vicesindaco, Piero Di Felice, deve valutare se ci saranno o meno le condizioni per la prosecuzione dell’esperienza amministrativa. «Riunirò i consiglieri comunali dai quali devo capire da ognuno la volontà di proseguire nell’attività amministrativa oppure no», dice perentoriamente il primo cittadino che nel frattempo ha avocato a sé le deleghe al bilancio e agli affari legali prima in mano all’ex vicesindaco. Se il numero dei consiglieri di maggioranza sarà tale da consentire l’approvazione dei due bilanci (consuntivo e preventivo già approvati di giunta ma non di consiglio) l’era Di Flavio proseguirà. Altrimenti, anche Nereto come Tortoreto, spianerà la strada al commissario prefettizio.

Dopo le dimissioni di qualche mese fa del consigliere Alessandra Giovannelli, il gruppo politico di sostegno alla maggioranza, ”Direzione Futuro” conta, compreso Di Felice, tre consiglieri. Resta da capire la condotta politica che i tre intenderanno adottare. Nel frattempo, il Movimento 5 stelle lancia l’affondo. «La notizia di Di Felice non ci coglie impreparati», afferma il gruppo consiliare pentastellato. «Da tempo denunciavamo le numerose frizioni tra sindaco e vice. Inoltre, dagli ultimi consigli traspare una forte inettitudine nell’amministrare la cosa pubblica che ha portato ad un allungamento dei tempi nell’approvazione dei bilanci. A Di Felice ci sentiamo di dire che sarebbe stato molto più coerente e rispettoso verso la cittadinanza che alla rinuncia alle deleghe fossero seguite le dimissioni. E’ stata molto più coerente l’ex consigliera Giovannelli che ha preferito dimettersi piuttosto che rimanere a tutti i costi». (adp)