Di Giosia: era unico, mi ha insegnato tanto

Con la voce rotta dall’emozione ha ricordato il legame di amicizia coltivato nel tempo
TERAMO. Gli occhi lucidi, la voce rotta dall’emozione. Nel ricordare il suo collega, ma ancor prima amico, Roberto Fagnano, il direttore facente funzione della Asl Maurizio Di Giosia si ferma più volte, interrotto da un nodo alla gola e dalle lacrime trattenute a stento. «Per me è un grande dolore», dice Di Giosia, «era una persona splendida, mi ha insegnato tanto. Mi ha guidato per cinque anni e anche adesso continuava a guidarmi». Oltre alle grandi doti professionali ne ricorda soprattutto le doti umane e quel legame di amicizia che li aveva accompagnati negli anni. «Era unico, sempre disponibile», continua Di Giosia, «ascoltava sempre ed era aperto al dialogo. In questi cinque anni abbiamo mangiato sempre insieme, se non usciva lui non uscivo io e viceversa. L’ultima mail che ho ricevuto è stata la sua». Il direttore facente funzione sottolinea poi la capacità sempre dimostrata da Fagnano di avere una visione strategica della sanità, il suo impegno per Teramo e soprattutto quello che era il suo sogno: realizzare il nuovo ospedale. «Ieri sera (lunedì per chi legge ndr) sono stato con lui fino alle sette a parlare dei problemi dell’ospedale», continua Di Giosia, «poi lui è rimasto in ufficio a prepararsi per gli impegni in Regione del giorno dopo. Lui aveva un sogno, portare avanti il progetto del nuovo ospedale e io ce la metterò tutta per realizzare il suo obiettivo». Un obiettivo rispetto al quale ieri mattina Di Giosia si è rivolto all’assessore alla sanità Nicoletta Verì e a tutte le istituzioni, invitandole a lavorare tutte insieme per questo risultato. «Assessore, sindaco, dobbiamo fare l’ospedale di Roberto Fagnano a Teramo», ha detto, «perché lui credeva nella sanità teramana e invito tutti a far si che venga coronato il sogno di un grande direttore che ha amato tanto questa città». (a.m.)
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