Di Giuseppe: «Roseto va ridisegnata verso la collina»

14 Settembre 2020

ROSETO. «Roseto va ridisegnata più su, con strade più larghe ed edifici più alti: una ristrutturazione innovativa ed ecosostenibile è possibile». La proposta arriva dall’ex presidente (dal 1986 al...

ROSETO. «Roseto va ridisegnata più su, con strade più larghe ed edifici più alti: una ristrutturazione innovativa ed ecosostenibile è possibile». La proposta arriva dall’ex presidente (dal 1986 al 1990) della giunta provinciale di Teramo e vice presidente (dal 1990 al 1992) della Regione Dino Di Giuseppe, che nei giorni scorsi sul proprio profilo Facebook ha illustrato l’idea. L’esperto politico, che di recente ha anche presentato un nuovo progetto socialista in vista delle elezioni amministrative del 2021, ha innanzitutto invitato l’attuale consiglio comunale a compattarsi per realizzare al più presto un nuovo piano regolatore per Roseto. «Non si perda più tempo, si tratta di uno strumento importantissimo per una città», dichiara Di Giuseppe, «che ne ha uno che risale a quando ero un giovanotto: adesso sono vecchio, come lo è il piano urbanistico di Roseto». L’esponente socialista ritiene prioritaria un’urgente rivisitazione del tessuto urbano locale, visto quello che potrebbe avvenire nei prossimi decenni in seguito ai cambiamenti climatici. «Gli ambientalisti prevedono che fra 50 anni le aree costiere del nostro pianeta saranno invase dalle acque per oltre 20 metri di altezza», precisa l’ex presidente della Provincia, «e così Roseto. Non è un augurio, ma una preoccupazione». Di Giuseppe esorta quindi le forze politiche locali a partecipare coese a un cambiamento che permetta di “ridisegnare” Roseto arretrandola verso la collina, dichiarandosi lui stesso disposto a mettersi a capo del progetto. «Creare una vera Smart City non sarebbe un sogno», insiste il politico rosetano, «io saprei guidare questo cambiamento. In città ci sono tante figure capaci su ogni campo, imprenditori prestigiosi e una gioventù giudiziosa».
Di sicuro il piano regolatore generale è un intervento attesissimo dai cittadini e dalla stessa amministrazione. Lo strumento urbanistico ad oggi è infatti fermo al 1990. L’incarico per redigere quello successivo venne affidato nel 2004 a Gianluigi Nigro durante l’amministrazione guidata da Franco Di Bonaventura e nel marzo del 2011 venne approvato. Nel 2008 alcuni assessori e consiglieri, come Enio Pavone, si dimisero perché in disaccordo con molti punti contenuti nel piano; durante la sua amministrazione, fra il 2011 e il 2016, Pavone decise prima di ritirare il piano e poi di farne ideare un altro a Roberto Mascarucci. L’attuale giunta ha infine nuovamente affidato l’incarico per redigere la variante al piano nel novembre scorso alla Mate, cooperativa capofila di un raggruppamento temporaneo di professionisti composto anche da Dream Italia, studio Silva e dall’ingegnere Giovanni Crocioni. L’intenzione del Comune è quella di approvare il documento preliminare del Prg entro la fine della consiliatura. Per ora, però, si è ancora fermi al 1990. «In 30 anni», conclude Di Giuseppe, «i politici hanno pensato a litigare e dividersi senza essere capaci di dare alla nostra città un nuovo e più sostenibile Prg».
Piergiorgio Stacchiotti
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