Di Marco: «Va creata una nuova forza civica»

L’ex candidato sindaco e consigliere dimissionario: «Serve una politica nuova» Intanto attacca l’amministrazione sul progetto di abbattere la scuola Romani
ROSETO. «Ci stiamo confrontando con altre forze del territorio. Vedremo cosa nascerà, Roseto ha bisogno di una nuova politica». È chiaro sul da farsi l'ormai ex consigliere comunale (recentemente dimissionario) ed ex candidato sindaco per il centrodestra William Di Marco, che nel corso della conferenza stampa di ieri del suo gruppo “Identità Culturale Rosetana” ha sottolineato l'idea di portare in città una nuova politica che vada al di là degli schieramenti canonici. «C'è una volontà in tal senso», continua Di Marco, «non di fare il civismo tanto per. Occorre una visione politica di Roseto che abbia al centro il grande problema che questa città ha, quello culturale». Di Marco pensa a una forza liberaldemocratica che rappresenti anche quel buon quasi 50 per cento di elettori che non si sono recati alle urne alle scorse comunali. «Stiamo incontrando», prosegue Di Marco, «molte di quelle persone che erano stufe o che sono comunque andate a votare ma sono rimaste deluse da quello che è un po' il primo esito di questi mesi di amministrazione, e con quelli certamente stiamo affrontando un discorso, ognuno con la propria prerogativa e il proprio modo di agire e di pensare, ma certamente trovando anche una sintesi. Questo è possibile per il bene di Roseto. Tutti quelli che abbiamo incontrato hanno detto che occorre una nuova politica per la città, superando anche lo stesso civismo».
Di Marco, inoltre, ha criticato uno dei tre progetti presentati recentemente dall'amministrazione per il bando “Scuola futura”, che prevede l'abbattimento della scuola Fedele Romani e la realizzazione di una scuola di ultima generazione, con un finanziamento di 10 milioni di euro. Per Di Marco è un qualcosa di inconcepibile e ritiene necessario che l'amministrazione si confronti con chi la scuola la vive giornalmente. «Giù le mani dalla Fedele Romani», ha detto a gran voce l'ex consigliere, «è una scuola che probabilmente è tra le più moderne che abbiamo e ci sembra che sia quella meno adatta per un rifacimento. È un gioiello». Ha poi fatto l'esempio di una scuola che necessiterebbe di una riqualificazione: «La scuola D'Annunzio presenta molte criticità. Potrebbe essere inclusa l'area dove oggi c'è la Asl e avremmo la possibilità di avere parcheggi sotterranei e una struttura completamente nuova. La cosa migliore sarebbe confrontarsi con chi vive i problemi della scuola».
Insomma, è un Di Marco attivo su più fronti dopo il segnale forte che ha voluto mandare dimettendosi da consigliere comunale di opposizione, e che da giovedì 17 marzo lancerà la scuola di politica. Un laboratorio di idee promosso dall'associazione "Cerchi Concentrici" e con lezioni tenute proprio da Di Marco. La prima lezione si terrà alle 18.15 al Palazzo del mare.
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