Di Mascio aggredito allo stadio: le condanne ridotte in appello

Sconto modesto (di soli nove mesi) per Ciarelli, più consistente (di oltre un anno) per Guarnieri Continua a mancare il mandante, l’allenatore si è opposto all’archiviazione del terzo indagato
TERAMO. Entrambe le condanne agli aggressori di Cetteo Di Mascio – l’ex responsabile del settore giovanile del Teramo calcio, colpito con un potente pugno al volto mentre era nel suo ufficio all’interno dello stadio Bonolis – sono state confermate, ma ridotte nella durata, nel processo di appello che si è celebrato nei giorni scorsi all’Aquila. Il 30enne rom di Bellante Vincenzo Ciarelli, che in primo grado si era visto infliggere una pena di tre anni e nove mesi, è stato condannato a tre anni di reclusione; il 23enne rom di Mosciano Alessio Guarnieri, colui che colpì materialmente Di Mascio ma che secondo la ricostruzione degli inquirenti aveva un ruolo di semplice gregario, ha avuto uno sconto più consistente: da tre anni a un anno e otto mesi. Entrambi erano accusati di lesioni gravi e difesi dall’avvocato Gianfranco Di Marcello. È stata confermata dai giudici della Corte d’appello la provvisionale di 25mila euro a favore della parte offesa, mentre il completo risarcimento dei danni verrà quantificato in sede civile. Entrambi gli imputati restano a scontare la pena agli arresti domiciliari in attesa che la sentenza diventi definitiva.
Nella vicenda, visto che i due aggressori si sono sempre avvalsi della facoltà di non rispondere, continua a mancare un elemento centrale: il mandante dell’aggressione, e quindi il suo motivo. Cetteo Di Mascio, che per il pugno ricevuto senza alcun preavviso è stato costretto al ricovero ospedaliero con una prognosi di 45 giorni e a un intervento chirurgico nel reparto maxillofacciale dell’ospedale di Pescara, attraverso il suo legale Giancarlo De Marco continua a battersi affinché il mandante venga fuori, ma al momento è una battaglia senza successo. È del giugno scorso la notizia che la Procura di Teramo ha chiesto l’archiviazione dell’indagine su Massimiliano Sposetti, imprenditore teramano molto legato all’ex presidente del Teramo Franco Iachini e all’epoca dei fatti presidente della scuola calcio biancorossa. Tra Sposetti e il rom Ciarelli (che era un suo dipendente), il giorno dell’aggressione avvenne un fitto scambio di telefonate e sulla base di questo elemento l’imprenditore teramano è stato indagato per concorso in lesioni gravissime. A suo carico però non sono venuti fuori altri elementi e i pm hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari di archiviare la sua posizione. Richiesta alla quale il legale di Di Mascio ha presentato opposizione.(red.te)
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