Di Murro non paga, carabinieri all’Atr

Colonnella, tensione fra gli operai in presidio davanti all’azienda. Oggi in Regione si decide sulla cassa integrazione
COLONNELLA. Alla terza settimana di presidio, quando gli operai hanno appreso che nemmeno l’ultimo impegno a pagare gli stipendi sarebbe stato mantenuto, la pazienza è saltata. E così ieri a metà mattinata qualcuno ha perso le staffe annunciando che voleva entrare nella fabbrica di Colonnella per dirne quattro al presidente dell’Atr Antonio Di Murro.
Lo scontro fra operai e Di Murro alla fine non c’è stato: in parte perchè ha prevalso il buon senso, ma anche perchè sono stati chiamati i carabinieri. Carabinieri che sono rimasti a lungo fra gli operai del presidio e hanno accompagnato anche la Rsu quando in tarda mattinata ha incontrato il presidente per chiedergli se confermava che anche questa volta gli stipendi arretrati non sarebbero stati pagati. L’ultimo impegno era a pagare prima dell’incontro in Regione, che si tiene oggi.
«L’imprenditore ormai tiene in ostaggio tutti», esordisce Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl, «ormai è diventata una questione di ordine pubblico: gli animi sono esasperati e nemmeno noi siamo più in grado di assicurarlo. La politica si deve attivare per mandare via questo signore. Sta creando gravissimi problemi economici a tutti i lavoratori e non solo. Stanno saltando tutti i terzisti. Uno stamattina era disperato. Deve riprendere il materiale per fare una barca: l’azienda gli aveva detto che i lavoratori sarebbero rientrati perchè avrebbe pagato e che il materiale sarebbe stato pronto. Invece non è così. E lui se non ha i pezzi “salta”».
Preoccupa anche l’esito dell’incontro di oggi pomeriggio in Regione, per decidere degli ammortizzatori sociali. «L’azienda non ha nemmeno presentato in Regione il piano per la cassa integrazione», aggiunge Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «è l’ennesima inadempienza. Non si sa dunque se riusciremo a fare un accordo. Si è verificato oggi (ieri per chi legge, ndr) quello anticipato al prefetto: la disperazione porta a questo, all'esasperazione causata da questo soggetto. Di Murro ha assicurato, per l’ennesima volta che sta continuando a fare delle operazioni e garantisce che pagherà tutto, sia i debiti che i lavoratori. Noi non ci crediamo. La gente che sta qui è ostaggio di Di Murro che non se ne va ma nemmeno paga. Stiamo studiando nuove iniziative di protesta».
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