«Di notte lo picchiavano i tossici»

I dipendenti dei negozi davanti ai quali chiedeva l’elemosina: «Era un buono»
MARTINSICURO. Giuseppe Starace, dipendente di una delle attività del centro Il Grillo, appena appresa la notizia della scomparsa di Cristian Muntianu aveva ipotizzato qualcosa di grave. Del resto si era sparsa la voce del ritrovamento di tracce di sangue proprio sul posto dove solitamente il senzatetto trascorreva la notte. Afferma Starace: «Ho pensato al peggio per ciò che mi riferiva il romeno. Al mattino, diverse volte, lo trovavo con il volto tumefatto e lui mi diceva che mentre stava dormendo erano arrivate delle persone, probabilmente dei tossici, che lo avevano picchiato e gli avevano rubato i pochi spiccioli offerti dai clienti del supermercato dove lui passava la giornata fuori dall’ingresso. Arrivava al mattino alle 8.30 con lo zainetto dove teneva le sue cose. Molta gente gli offriva da mangiare o gli regalava degli abiti. E così era ogni giorno. Il romeno è stato sempre considerato un buono, una persona gentile che non ha mai fatto del male ad alcuno. Sicuramente qualcuno ha mirato alle poche monetine che aveva accumulato durante la giornata».
C’è sgomento tra i commercianti e i clienti del centro commerciale "Il Grillo". In pochi vogliono parlare, anche se tutti conoscevano Cristian visto che da tempo era fisso davanti al centro commerciale, soprattutto davanti al supermarket. «Era una persona tranquilla», le parole di un commesso di uno dei negozi, «stazionava quasi sempre davanti al supermercato aspettando che qualcuno gli desse un aiuto economico. Negli ultimi tempi era spesso seduto su una sedia a rotelle. Ultimamente era dimagrito e sembrava non essere in buone condizioni. Spesso aveva tra le mani dei panini e dei brick di vino. Dispiace, si vedeva che era una persona sola, sembrava infelice e malato».
«Ho saputo la notizia e sono molto dispiaciuta», le parole di una donna che esce dal supermercato, «era una persona che faceva pena e spesso sedeva su una sedia a rotelle. Si vedeva che non stava bene e quasi sempre era malandato nel vestiario. Spesso gli ho dato qualcosa: aveva sempre, specialmente nel pomeriggio, un cattivo alito. Dai suoi occhi si capiva che soffriva ma posso dire che non dava fastidio e si affidava alla generosità delle persone».(al.al.-s.d.s.)
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