Di Sabatino: fuori i nomi di quelli che ricattano Brucchi

Il leader di “Teramo Soprattutto” punge Gatti e boccia l’operato di sindaco e giunta, ma resta in maggioranza
TERAMO. «Non siamo il cavallo di Troia di nessuno e lo dimostreremo ancora una volta». Il gruppo Teramo Soprattutto reagisce così all'uscita del sindaco Maurizio Brucchi sulle trame politiche che una parte della maggioranza starebbe tessendo per indurlo a una prematura uscita di scena. La replica è affidata al capogruppo Alfonso “Dodo” Di Sabatino Martina che rivolge al primo cittadino un invito molto diretto: «Sarebbe ora che iniziasse a fare nomi e cognomi di chi avrebbe interesse a farlo cadere, anziché sparare nel mucchio». Quest'atto di chiarezza è sollecitato, dal gruppo che con tre consiglieri potrebbe mandare Brucchi in minoranza da un momento all'altro, come alternativa a «evocare lo spauracchio del commissario» o all'abbandonarsi a «un' indecorosa deriva vittimistica». Di Sabatino Martina lo definisce un consiglio indirizzato al sindaco, «visto che ormai ci ascolta molto poco», al quale aggiunge un'ulteriore sollecitazione: «La smetta di raccontarci una versione edulcorata della realtà, perché da pragmatici quali siamo, dimostreremo che l’attualità è molto diversa da quella che ci viene restituita».
Teramo Soprattutto stigmatizza infine la continua sovraesposizione mediatica cui è sottoposta l’attuale giunta sin dal suo insediamento e gli effetti negativi che questa provoca nei cittadini.
Le cose, insomma, non vanno e non perché le "beghe politiche" abbiano offuscato i risultati concreti ottenuti dall'amministrazione. «Continuiamo a lavorare e a sperare in una Teramo migliore, rendendoci interpreti delle discussioni che interessano i cittadini in seno alla maggioranza», sottolinea Di Sabatino, «nella consapevolezza che non può esistere stallo amministrativo che non implichi stallo politico e viceversa, a dispetto di chi sostiene in maniera assolutamente mistificata che il problema sia solo di carattere politico». Per questo Teramo soprattutto ripercorre le tappe del proprio operato dal momento della sua nascita. a dicembre dell'anno scorso, quando si manifestò la prima fase critica interna alla maggioranza a cui sono seguiti l'ulteriore verifica e il rimpasto di giunta prima dell'estate. Di Sabatino ricorda che il suo gruppo non ha barattato il suo sostegno al sindaco con assessorati o altri incarichi «nella consapevolezza che l’autodeterminazione, la responsabilità, il buon senso, l’etica, la dignità, ma soprattutto l’amore ed il rispetto per questa città, avrebbero imposto un ulteriore supplemento di fermezza, autorevolezza, decisionismo e libertà di pensiero». L'adesione al "patto di prospettiva", pur sacrificando l'idea di una giunta con solo sei assessori, è stata frustrata però da «atteggiamenti mistificatori e anche attacchi personali».
Il capogruppo di Teramo soprattutto fa riferimento in particolare a "Futuro in" di Paolo Gatti. «Abbiamo assistito increduli al gioco delle parti di chi, da un lato continua ad avere importanti ruoli di governo e di potere in questo esecutivo», evidenzia, «e dall'altro consente al primo degli eletti, non riconfermato nel nuovo organismo, di muovere il vessillo di un’associazione amica che quotidianamente getta discredito sul sindaco». Gli alleati hanno tutt'altro che apprezzato la disponibilità del nuovo gruppo «nel timore che questo germoglio politico potesse sbocciare scevro da condizionamenti di sorta, nell'intento di disconoscere qualunque merito potesse esserci attribuito, sempre nell'onestà intellettuale che ha animato la nostra azione politica quotidiana».
Il tempo, a sentire Di Sabatino, è ormai scaduto. «Ora e non più domani», conclude, «è giunta l’ora di amplificare la voce delle più profonde istanze della popolazione, concentrandoci sulle problematiche vere dei nostri concittadini, senza alcuno sconto nei confronti di chi in questi mesi ha simulato di qualificarsi come nostro interlocutore».
Gennaro Della Monica
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