Di Sabatino piace a Leu Verna vuole le primarie

L’ex consigliere comunale e provinciale: «Contesto il metodo della designazione dall’alto, per vincere è necessario che il candidato sindaco sia deciso dalla gente»
TERAMO. Nei suoi confronti si registra già qualche apertura significativa, da quella di Leu a quella di Abruzzo Civico, ma è presto per dire se Renzo Di Sabatino riuscirà a ricompattare il disgregato centrosinistra teramano dopo che la dirigenza provinciale e cittadina del Pd lo ha designato come candidato sindaco. Una designazione che il presidente della Provincia in realtà interpreta come un mandato esplorativo, perché non ha alcuna intenzione di correre senza una coalizione compatta (e competitiva) alle spalle. E sta già lavorando per crearla. Intanto, però, dall’interno del Pd sulla sua designazione arriva il siluro – per certi versi annunciato – di Maurizio Verna, ex consigliere comunale e provinciale.
Verna consegna a una nota «alcune considerazioni di metodo, prima che di merito» e scrive: «Uno dei messaggi forti e chiari che gli elettori ci hanno dato il 4 marzo scorso è proprio quello della condivisione delle scelte. L'idea che qualcuno scelga per altri nel chiuso delle "stanze dei bottoni", senza favorire una reale partecipazione democratica, è stata nettamente bocciata dai cittadini. Il conferimento del mandato esplorativo dall'alto al presidente della Provincia è accettabile solo nella misura in cui sia un passaggio propedeutico ad aggregare liste e movimenti che stanno nascendo attraverso lo strumento delle primarie, intese come competizione aperta in cui far emergere dal basso e dalla partecipazione democratica la persona e la proposta più convincenti e rappresentative del tessuto cittadino. Rimettiamo i cittadini al centro delle scelte, che non possono essere fatte a tavolino perché così si produce solo scollamento dal territorio. In caso contrario, si preannuncia un'altra severa sconfitta, di cui qualcuno dovrà assumersi tutta la pesante responsabilità, per aver ancora una volta ignorato il crescente disagio di fronte a questi metodi. Lo ribadisco, non è un discorso di persone ma di metodo democratico: no alle investiture dall'alto, sì alla partecipazione e al coinvolgimento dal basso per costruire un'alternativa vincente e convincente».
Insomma, Verna vorrebbe le primarie di coalizione per il candidato sindaco. Nel frattempo, però, la designazione di Di Sabatino trova qualche sponda fuori dai Dem. Stefano Alessiani di Liberi e Uguali, segretario provinciale di Articolo 1-Mdp, dice: «Ben venga Di Sabatino se il suo è un contributo a unire. Da parte nostra non c’è alcuna preclusione verso il Pd, anche se in Liberi e Uguali ci sono altre componenti con cui devo parlare. Cosa penso di Di Sabatino candidato sindaco? È un uomo di sinistra, la sua radice è la nostra. È un ottimo candidato ma credo che anche Gianguido D’Alberto sia un ottimo candidato, tra Renzo e lui si può trovare una sintesi. Sono due facce della stessa medaglia, bisogna vedere qual è il progetto e il candidato sindaco lo si tara sulle necessità. Giovanni Cavallari? Valido anche lui, anche se lo vedo piuttosto isolato rispetto agli altri due».
D’Alberto, contattato, preferisce non parlare. «Lo farò nei prossimi giorni», dice, «ho bisogno di un po’ di tempo». E Abruzzo Civico? Giulio Sottanelli, che Di Sabatino ha indicato tra gli interlocutori nonostante alle recenti politiche si sia candidato con il centrodestra, dice: «Sul territorio il movimento civico che rappresento ha sempre stretto alleanze sulla base delle persone e dei programmi da mettere in campo, non sulla base di appartenenze partitiche. Non è questo il discrimine, soprattutto in uno scenario dove le forze si polarizzeranno sempre più tra anti-sistema e forze responsabili. Questo criterio di scelta delle alleanze varrà per Abruzzo Civico anche per le comunali a Teramo, ancor di più in una fase come questa nella quale tutti i partiti sono in evidente difficoltà e non hanno grande capacità attrattiva. Solo le forze civiche alle amministrative potranno fare la differenza: su Teramo per ora non abbiamo accordi e siamo aperti al dialogo con tutti coloro che sono disposti a dialogare alla pari».
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