Di Salvatore: «Un ricorso può cambiare la legge elettorale»

29 Novembre 2020

TERAMO. «La politica non ha alibi. Non può prendersela col Governo, visto che questa riforma si ricollega a una decisione del Parlamento e al taglio dei parlamentari votato da tutti. Lo smembramento...

TERAMO. «La politica non ha alibi. Non può prendersela col Governo, visto che questa riforma si ricollega a una decisione del Parlamento e al taglio dei parlamentari votato da tutti. Lo smembramento del collegio di Teramo è la conseguenza di un decreto legislativo, del quale però ancora non sono noti i criteri effettivamente seguiti, anche se poi lo si capirà quando verrà pubblicato il decreto: solo allora sarà possibile misurarne la legittimità rispetto alla delega data». A evidenziarlo è il costituzionalista Enzo Di Salvatore, intervenendo sullo schema di decreto legislativo che ridisegna i collegi elettorali dopo la riforma sul taglio dei parlamentari e, per l’Abruzzo, sancisce la scomparsa del collegio uninominale di Teramo, con il territorio teramano smembrato tra il collegio pescarese e quello aquilano.
Per il docente dell'Università di Teramo «è evidente che si è fatto di tutto per non modificare il Rosatellum bis» e questa ne sarebbe la prova. «A giorni, comunque, il tribunale di Roma si pronuncerà su un ricorso presentato durante la scorsa legislatura da alcuni parlamentari di minoranza e da alcuni cittadini», prosegue Di Salvatore, «ricorso che chiede di sollevare la questione di legittimità del Rosatellum bis dinanzi alla Corte costituzionale, che per ben due volte ha bocciato la legge elettorale; questa a me pare presentare profili di illegittimità persino più evidenti. Se la decisione del tribunale andrà nella direzione che auspico, allora la politica dovrà ripensare persino il riordino dei collegi e dare finalmente seguito alla promessa fatta ai cittadini durante la campagna referendaria: quella di dare al Paese una nuova e diversa legge elettorale».
Ad intervenire sulla questione anche il Partito democratico provinciale, per bocca del segretario Piergiorgio Possenti, che nel constatare come lo schema di decreto legislativo «mortifica e cancella la provincia di Teramo, divisa dalla scure di un tecnicismo sterile, teso solo a far quadrare conti che nulla hanno a che fare con la rappresentanza e il rispetto di cittadini e territorio», annuncia che il Pd ha già avviato «una fase di confronto con i vertici nazionali e regionali del partito, con i parlamentari abruzzesi, i consiglieri regionali, nonché con tutti gli amministratori locali, mettendo subito in chiaro che non acconsentiremo per nessun motivo di portare avanti sulla nostra pelle una scelta sbagliata in danno di un territorio peraltro già duramente in difficoltà».(a.m.)
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