Diagnosi-lampo di leucemia salva la vita a un ragazzino

1 Maggio 2019

Un 13enne si sente debole e comincia a sudare, viene portato alla guardia medica e poi in ospedale Il nonno: «In due ore hanno capito e l’hanno trasferito a Pescara: determinanti le cure tempestive»

TERAMO. Una diagnosi più che tempestiva che gli ha regalato una concreta speranza di vita.
Il nonno di Antonio, 13 anni (il nome è di fantasia) vuole raccontare quel che è accaduto dalla domenica di Pasqua alla sua famiglia per diversi motivi. Vuole parlare della sanità buona che salva le persone e vuole mettere in guardia i genitori da una malattia subdola. E poco importa se gli occhi gli si riempiono di lacrime quando parla del nipote che lotta per la vita nel reparto di ematologia di Pescara.
«Domenica di Pasqua eravamo tutti insieme», racconta il nonno, G.F., «e mio nipote ha raccontato che ormai da qualche giorno si sentiva sempre debole. Poi, durante il pranzo al ristorante il ragazzo ha iniziato a sudare. Mia moglie a quel punto ha insistito perchè lo facessero vedere subito e il papà l’ha portato alla guardia medica di Teramo. Qui il medico gli ha misura tola pressione e ha consigliato al padre di portarlo subito al pronto soccorso. Non ha fatto una diagnosi, ma questa raccomandazione». A quel punto il padre porta il ragazzo all’ospedale di Teramo e subito i medici chiedono una consulenza della pediatria. «In pediatria in pochi minuti hanno detto a mio figlio che il ragazzo ha i globuli rossi molto bassi, e gli hanno chiesto di scegliere se farlo ricoverare immediatamente ad Ancora o a Pescara. A mezzanotte mio nipote era ricoverato a Pescara con la diagnosi di leucemia linfoblastica acuta di tipo B. I medici ci hanno detto che una diagnosi così tempestiva è stata determinante e che in questo modo ha più possibilità di guarire. Sarà dura ma alla fine ne verremo fuori».
Il flusso delle parole è interrotto dalla consapevolezza che la battaglia sarà dura. Per 80 giorni Antonio sarà sottoposto a chemioterapia, entrerà e uscirà dall’ospedale di Pescara. Ma lui affronterà la battaglia con la stessa forza che l’ha portato ad essere un piccolo campione di ping-pong. «Dovrà lottare un paio d’anni ma se la caverà», conferma il nonno, «meno male che la malattia è stata diagnosticata in tempo. Dalla guardia medica al pronto soccorso, alla pediatria sono passate poco più di due ore. Abbiamo incontrato tutti professionisti competenti, dalla guardia medica fino al centro ematologico di Pescara. Sarebbe stato semplice sottovalutare, soprattutto in un giorno festivo, attribuire i disturbi a un semplice malore. Vorrei lanciare un messaggio a chi pensa di tagliare le guardie mediche: non lo faccia, sono utili. E poi ai genitori: non sottovalutate mai i messaggi che vi lanciano i vostri figli».
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