Dialogo Dodo-dalfonsiani, stop di Angelotti «È il direttivo a decidere chi corre per il Pd»
Il dialogo che Dodo Di Sabatino e il suo mentore Giacomo Di Pietro hanno aperto con i "dalfonsiani" Manola Di Pasquale e Dino Pepe nel corso di una cena riservata, per discutere di una futura...
Il dialogo che Dodo Di Sabatino e il suo mentore Giacomo Di Pietro hanno aperto con i "dalfonsiani" Manola Di Pasquale e Dino Pepe nel corso di una cena riservata, per discutere di una futura candidatura dello stesso Di Sabatino, ha fatto drizzare le antenne all'interno del Pd teramano. E' facile intuire come Gianguido D'Alberto, capogruppo del Pd in consiglio comunale, e figura che nel frattempo ha “studiato” consumando i tacchi per una candidatura a sindaco, possa ritenersi sconcertato dalle ipotesi di nuove proposte per il centrosinistra. Uno sconcerto esacerbato anche dalle malignità che disegnano per D'Alberto lo stesso percorso di Giovanni Cavallari all'interno del partito. Per Cavallari è finita con un divorzio, ma adesso l’ex capogruppo sembra guardare con attenzione anche agli sviluppi interni al Pd in vista della costruzione di una sua candidatura da civico. D'Alberto non ha rilasciato commenti ma è emblematica del suo stato d'animo la frase postata sul suo profilo Facebook, ripresa da una celebre interpretazione di Toni Servillo nel film "Viva la libertà": «...il consenso è una cosa seria», scrive D'Alberto, «e non ha niente a che fare con le alleanze. Oggi l'unica alleanza possibile è con la coscienza della gente».
Ma a dare un altolà a Di Sabatino è anche il segretario comunale del Pd, Maurizio Angelotti, che dice: «Sono un po' premature le candidature visto che mancano tre anni alla fine del mandato di Brucchi. Detto questo va precisato che ben vengano le cene e i discorsi politici, ma questi non possono prescindere dal coordinamento comunale che è l'unico organo chiamato a fare valutazioni sul candidato sindaco di Teramo». In relazione poi al progetto di Di Sabatino di costruire un polo di centro, Angelotti ha dichiarato: «Il Pd è un partito di centrosinistra: né solo di centro, né solo di sinistra. Un progetto di centro non è un progetto che avrà la sigla del Pd e qualsiasi proposta per la città spetta solo al coordinamento comunale del partito, che già sta lavorando in tal senso». (m.d.t.)

