Diffamazione su Facebook Assolto perché manca la prova

25 Luglio 2019

TERAMO. Era finito a processo per diffamazione dopo aver condiviso, sul proprio profilo Facebook, il post di un’altra persona (a processo con un altro rito) che faceva riferimento ad un comune amico...

TERAMO. Era finito a processo per diffamazione dopo aver condiviso, sul proprio profilo Facebook, il post di un’altra persona (a processo con un altro rito) che faceva riferimento ad un comune amico affetto da nanismo indicandolo come, questo il contenuto del post, «nano che si finge Babbo Natale per svaligiare gli appartamenti». Il giudice onorario di tribunale Carla Fazzini ha assolto un 50enne teramano per non aver commesso il fatto. «Nel caso in esame», ha scritto il giudice nelle motivazioni contestuali, «manca l’accertamento in merito all’indirizzo Ip e risulta mancante anche il movente». Nelle motivazioni il giudice cita un orientamento della Cassazione che ha riconosciuto «come anche in presenza di indizi apparentemente stringenti e convergenti in ordine all’identificazione di un soggetto quale autore del reato, il presupposto imprescindibile per giungere ad una corretta motivazione sottesa ad una pronuncia di condanna sia quello di provare con certezza la riconducibilità del posti diffamatorio dell’imputato, attività possibile soltanto attraverso il reperimento dell’indirizzo Ip».
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