Discarica di Atri Il consorzio rifiuti fa ricorso al Tar

26 Giugno 2020

L’obiettivo è quello di annullare il no all’ampliamento L’assessore all’ambiente Centorame: «Ce lo aspettavamo» 

ATRI. Il consorzio Piomba-Fino ha presentato ricorso al Tar contro la decisione del comitato Via (valutazione di impatto ambientale) della Regione che ha rigettato il progetto di ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri. A renderlo noto è stata l’assessore all’ambiente Mimma Centorame appena è arrivata la comunicazione negli gli uffici comunali. «Il ricorso ce lo aspettavamo», commenta l’assessore, «noi non abbiamo paura di andare avanti e far valere le nostre ragioni che abbiamo espresso nelle varie sedi istituzionali. Abbiamo già dato mandato ad un avvocato di predisporre la difesa». Poi l’assessore ribadisce le ragioni del Comune contro l’impianto: «L’ampliamento della discarica di 370mila metri cubi non si può fare in quella zona, lo ha detto già il Via e lo ribadiremo in giudizio. A soffrire le lungaggini della vicenda sarà tutto il territorio». Tra gli ostacoli evidenziati dal Comune per l’ampliamento della discarica c’è la costruzione di un ulteriore invaso rifiuti in aree sottoposte a vincolo idrogeologico e di pregio agricolo, oltre alla vicinanza al Sic (sito di interesse comunitario). Il ricorso al Tar da parte del consorzio in realtà era già stato annunciato 4 mesi fa, ma l’ufficializzazione è arrivata solo adesso. Il commissario del consorzio Laura D’Alessandro aveva ribadito di voler tirare dritto sulla vicenda affermando: «Bisogna sistemare la discarica esistente. Occorre rispettare sì l’ambiente, ma bisogna capire che i rifiuti occorre depositarli da qualche parte, altrimenti andranno fuori regione determinando aggravi notevoli sui costi di smaltimento e trasporto che ricadranno irrimediabilmente sui Comuni e poi sui cittadin»”. Contro l’ampliamento della discarica si sono schiarati da anni oltre alle associazioni ambientaliste, dal Wwf a Italia Nostra, anche il comitato Santa Lucia. Il Comune di Atri adesso mira con la Regione Abruzzo a varare il piano regionale dei rifiuti affinché quell’area non sia mai più in futuro oggetto di possibili sfruttamenti inquinanti per il territorio.
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