Discarica, la Procura chiede di archiviare

Atri, nell’inchiesta aperta sul volume dei rifiuti sono indagati in dieci tra tecnici e amministratori del consorzio
ATRI. A un anno dal sequestro della discarica di Atri (poi revocato dal Riesame), la Procura chiede l’archiviazione per i dieci indagati tra vertici del Consorzio Piomba Fino (proprietario del sito) e Atri Ambiente (gestore) accusati a vario titolo di violazioni al testo unico ambientali. Così ha deciso il pm titolare del fascicolo Davide Rosati. L’ultima parola, ora, spetta al gip: archiviare o disporre nuove indagini.
La richiesta del pm arriva dopo che il tribunale del Riesame ha dissequestrato il sito di contrada Santa Lucia accogliendo il ricorso presentato da Atri Ambiente, la società che gestisce in concessione l’attività di smaltimento dei rifiuti. I sigilli alla discarica di Atri (di recente al centro del caso di un nuovo ampliamento poi bocciato dalla Regione) erano scattati il 10 gennaio scorso quando i carabinieri del Noe avevano eseguito il decreto di sequestro. Nell’esame del sito la Procura aveva messo sotto accusa l’ampliamento entrato in funzione nel 2015. Un ampliamento, aveva sostenuto inizialmente l’autorità giudiziaria nel chiedere il sequestro, non conforme al progetto autorizzato e, di conseguenza, con una quantità di rifiuti abbancati superiore alle volumetrie concesse. Di diverso avviso i magistrati del Riesame (collegio presieduto da Flavio Conciatori) che avevano dissequestrato sostenendo la regolarità delle procedure e della quantità dei rifiuti abbancati. Dopo il dissequestro il consorzio comprensoriale per lo smaltimento rifiuti urbani “Piomba-Fino” aveva diffuso una nota in cui, tra l’altro sosteneva che «il progetto relativo alla costruzione e gestione della discarica di Santa Lucia era stata già oggetto, nel luglio 2008, di valutazione di impatto ambientale con giudizio favorevole; la volumetria occupata dai rifiuti conferiti nella discarica alla data del 31 dicembre 2018 era ben inferiore rispetto a quella autorizzata; la norma dispone che la procedura di variante non sostanziale venga perfezionata prima della chiusura della discarica stessa». La richiesta di archiviazione riguarda Massimo De Cesaris, legale rappresentante di Atri Ambiente, ditta esecutrice dei lavori di realizzazione e gestione della discarica;Nicola Frattura, direttore tecnico del consorzio “Piomba Fino”; Nicolino Luongo, direttore generale del consorzio; Davide Pompei, direttore tecnico; Vincenzo Di Cretico, direttore dei lavori; Amedeo D’Aurelio, responsabile unico del procedimento; Carlo Centorame, collaudatore; Francesco Rosmarini, direttore tecnico dal 2017 ad oggi; Primo Falcioni, direttore dal 2015 al 2017 e Franco Gerardini, nella sua veste di responsabile del servizio gestione rifiuti della Regione.
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