Discarica Santa Lucia da chiudere «I Comuni devono agire insieme»

23 Febbraio 2022

L’assessore Centorame insiste per la bonifica: un tavolo con i sindaci per intercettare i fondi del Pnrr Il futuro dell’impianto del consorzio va definito anche in vista del passaggio all’Autorità regionale 

ATRI . «La partita sul futuro della discarica Santa Lucia di Atri dovrà coinvolgere tutti i sindaci dei Comuni che fanno parte del Consorzio Piomba Fino». A tessere la tela tra i vari enti, specie quelli più grandi territorialmente, Silvi e Pineto, è l’assessore all’ambiente Mimma Centorame che evidenzia come il tema discarica vada affrontato subito e insieme, considerando che la gestione degli invasi passerà all’Agir, l’Autorità regionale per i rifiuti.
L’amministratrice atriana, che non si è mai nascosta dietro un dito nel lottare per la bonifica non ha dubbi. «Mi sono sentita con il sindaco Piergiorgio Ferretti e stiamo pensando di poter organizzare una tavola rotonda con i sindaci consorziati della discarica per stabilire che fine deve fare il consorzio appena entrerà in funzione la gestione regionale», spiega, «obiettivo è confrontarsi , il fine è trovare un accordo, agganciando i fondi del Pnrr per dare una caratterizzazione a tutto l’invaso. Da soli non si va da nessuna parte, il confronto con la Regione sarà fondamentale, ma occorre anche considerare anche il beneficio per i nostri territori». I Comuni più grandi consorziati sono Silvi e Pineto, quelli minori sono Montefino, Castiglione Meser Raimondo, Arsita, Castilenti e Bisenti. Centorame insiste da tempo per la bonifica dell’invaso e la sua rinaturalizzazione con alberi e verde, invitando proprio la Regione a predisporre una modifica del piano rifiuti affinché la discarica Santa Lucia non sia mai più in futuro oggetto di possibili sfruttamenti inquinanti per l’ambiente circostante. Sul sito internet del consorzio appaiono già i primi segni di una svolta green. Nella home page infatti si legge: «L’economia circolare è un termine per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In una economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera e quelli tecnici, destinati a essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Un modello che vede il riutilizzo costante delle materie senza prodotti di scarto».
Tutto lascia presagire, dunque, un cambio di passo per la discarica atriana, considerando che al momento l’autorizzazione per aumentare la capienza degli invasi del 15 per cento non è ancora andata in porto e resta congelato anche l’ampliamento di 360mila metri cubi dell’impianto. Il tutto poi è condizionato dai tempi di pronunciamento da parte del Tar, chiamato a esprimersi sul ricorso presentato dall’ex commissario straordinario Laura D’Alessandro contro il rigetto del progetto di ampliamento da parte dal comitato regionale per la Valutazione d’impatto ambientale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA