Discarica verso la svolta verde: «Serve una rete tra i Comuni»

4 Gennaio 2022

L’assessore Centorame indica la strategia per intercettare fondi europei e ammodernare la struttura «L’obiettivo è aumentare la differenziazione dei rifiuti». Tarda il via libera all’aumento della capienza

ATRI. Una rete tra Comuni delle “Terre del Cerrano” per riqualificare la discarica Santa Lucia di Atri in versione green. Secondo l’assessore all’ambiente di Atri Mimma Centorame questa sarà la via maestra da percorrere per rendere competitiva ed efficiente l’organizzazione del sito di stoccaggio dei rifiuti in grado di attrarre i fondi europei del Pnrr. «Adesso la priorità da affrontare per il nostro territorio e per i Comuni delle Terre del Cerrano come Pineto e Silvi che fanno parte del consorzio Piomba-Fino», afferma l’assessore, «è proprio quello di unirsi per intercettare finanziamenti in un’ottica di ammodernamento della discarica che va riconvertita attraverso nuove lavorazioni dei rifiuti, con l’uso di tecnologie capaci di differenziare sempre di più nel futuro».
Centorame evidenzia, inoltre, che al momento l’autorizzazione di una maggiore capienza degli invasi del 15 per cento previsto per legge non è ancora andata in porto e aggiunge che sono ancora in corso i controlli da parte dell’Arta sui rifiuti abbancati nella discarica. Resta anche congelato l’ampliamento di 360mila metri cubi dell’impianto, con la costruzione del terzo invaso che dovrebbe accogliere nei prossimi anni i rifiuti provinciali e regionali. Tempi lunghi sono previsti anche per la pronuncia da parte del Tar, chiamato a esprimersi sul ricorso presentato dall’ex commissario straordinario Laura D’Alessandro contro il rigetto del progetto di ampliamento da parte dal comitato regionale per la Valutazione d’impatto ambientale (Via). Centorame infine punta il dito contro le inefficienze che hanno caratterizzato finora la gestione della discarica. «Occorre che i Comuni più grandi consorziati, come Pineto e Silvi, individuino una strategia di azione, così o non si può andare avanti: i costi dell’impianto gravano sui consorziati, ma questi non hanno voce in capitolo e non amministrano nulla, subiscono solo perdite per qualcosa di cui non fruiscono».
È forse questa una delle motivazioni per le quali a Silvi e Pineto, nonostante i due centri quest’anno abbiano registrato risultati incoraggianti in termini di raccolta differenziata rispetto al passato, tanto da essere premiati come comuni ricicloni, le bollette della tassa sui rifiuti non accennino a diminuire. Adesso ad amministrare il sito di Santa Lucia, dopo la breve permanenza in carica del commissario straordinario Dario Ciamponi, c’è un funzionario.
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