Dodo Di Sabatino: «Alle elezioni ci sarò»

19 Dicembre 2017

L’ex assessore annuncia la presentazione di una o due liste: «Ma non mi autocandido a sindaco»

TERAMO. Non solo il tradizionale scambio di auguri natalizi. L'incontro convocato per ieri pomeriggio da Alfonso Di Sabatino Martina con «vecchissimi, vecchi e nuovi amici» ha segnato anche una «ripartenza». Dopo la caduta dell'amministrazione comunale, l'ex vicesindaco ha colto l'occasione della riunione prenatalizia con i suoi sostenitori per rilanciare la sfida in vista delle prossime elezioni. «Ci saremo», annuncia, «con una, due liste o quello che sarà, ma non verrà meno il nostro impegno civico». Di Sabatino confema che in primavera, quando si tornerà alle urne, sarà ancora della partita, ma non ipoteca alcun incarico. «Non mi autocandido a sindaco», tiene a precisare, «voglio continuare a impegnarmi con passione e disponibilità, il ruolo poi lo vedremo assieme». Con chi è da stabilire. «Bisogna considerare la capacità degli altri di condividere un percorso», sottolinea l'ex vicesindaco che conferma l'asse con il consigliere regionale Andrea Gerosolimo, ma per il resto rivendica «equidistanza dall'uno e dall'altro». Di Sabatino rimarca la sua appartenenza civica: «M'interessa lo scenario complessivo, ma non entrare in un partito, «ltrimenti avrei accettato una delle proposte che mi sono state fatte». Così, all'incontro di ieri non è stato invitato l'ex sindaco Maurizio Brucchi, con cui Di Sabatino Martina ha condivo l'amara conclusione dell'esperienza amministrativa, perché «fa parte di Forza Italia» e al momento non è un interlocutore privilegiato più di quanto non lo siano altri esponenti di forze politiche tradizionali. «Nessuno chiude la porta a nessun altro», tiene a precisare l'ex vicesindaco, «ma è il momento di fare chiarezza anche rispetto al fallimento che c'è stato». La fine anticipata della consiliatura è ancora una ferita aperta. «In questo momento storico non si fa cadere un'amministrazione», scandisce Di Sabatino, «per interessi legittimi ma personali». Secondo lui il centrodestra teramano, «che solo qui funziona così male», farà molta fatica a imporsi nelle prossime elezioni rispetto alla coalizione a livello nazionale. «Non mi possono affibbiare patenti di opportunismo», sottolinea in riferimento al suo ingresso in giunta e all'atteggiamento critico tenuto fino a quel momento nei confronti dell'amministrazione che qualcuno gli ha rinfacciato: «Non ho mai fatto parte del modello Teramo, ma ne sono stato comodo alleato per chi ne ha beneficiato».
Gennaro Della Monica
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