Don Domenico si appella ai fedeli «Basta proteste per farmi restare»

14 Settembre 2016

Il parroco ribadisce che ha bisogno di allontanarsi per potersi curare e difende la scelta del vescovo Monsignor Seccia: «Capisco l’affetto dei parrocchiani ma la loro è una reazione esagerata»

GIULIANOVA. Stop alle petizioni e alle raccolte firme per far rimanere don Domenico Panetta a Giulianova. È quello che ha chiesto lo stesso parroco del duomo di San Flaviano a quanti, in questi giorni, gli hanno manifestato affetto e vicinanza dicendo di voler intraprendere questa strada per convincere il vescovo Michele Seccia a ritornare sulla sua decisione. Don Domenico, però, si è mostrato contrario, seppur lusingato da tanto affetto e da tanta stima maturata nei giuliesi in 40 anni di permanenza a Giulianova, dicendo che la scelta del vescovo è giusta e che lui ha bisogno di un periodo di riposo, un anno sabbatico, per poter curare il diabete.

«Negli anni», ha detto il parroco alla fine della messa domenicale in cui ha dato l’annuncio, «mi sono trascurato. Non ho saputo dire di no ai tantissimi inviti ai matrimoni, alle comunioni, alle cene in famiglia, che mi facevano sentire il calore della comunità. Mi spiace lasciare Giulianova, che ormai considero la mia casa, ma è una scelta saggia, presa per la mia salute». Anche il vescovo Seccia è voluto intervenire direttamente sulla questione rilasciando un’intervista a Teramoweb dicendo che l’affetto per don Domenico da parte della comunità comprende anche il rispetto per le sue scelte. «Mi rivolgo alla comunità di San Flaviano», ha detto pacato il vescovo, «dove il parroco ha annunciato di avere bisogno di un anno di riposo per provvedere alla sua salute. Ho saputo che ci sono state tante reazioni; capisco molto bene l’affetto per il proprio parroco, ma credo che certe reazioni siano esagerate per la semplice ragione che non si tratta di una decisione improvvisata. Il colloquio e il confronto ci sono da tempo, anche con altri parroci e sono cose che non vanno spiattellate sui giornali: i problemi della famiglia si risolvono all’interno della famiglia». Il vescovo è apparso anche un po’ dispiaciuto dall’astio che, verso di lui, è stato mostrato in questi giorni da parte di alcuni giuliesi. «Ognuno può esprimere il proprio pensiero», ha continuato Seccia, «ma, al di là della democrazia, siamo sicuri che il proprio pensiero sia davvero quello che tende al bene? Mi auguro che la cosa venga compresa dalla comunità. È un momento difficile, ma si tende al meglio per il bene della comunità stessa, cerchiamo di pensare alla salute del sacerdote e preghiamo. Non risponderò. Se la gente ha fiducia nel vescovo è bene, altrimenti pazienza». Intanto, domenica prossima, ci sarà il saluto di don Domenico alla comunità che poi partirà alla volta di Morrovalle, dove il fratello passionista Gabriele è priore del convento. Il sostituto, si parla insistentemente di padre Leonardo Bux, ex priore del monastero del Santo volto, potrebbe già affiancarlo domenica prossima.

Margherita Totaro

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