Dona seimila euro al Comune contro le barriere architettoniche

Il sindaco rivela l’iniziativa filantropica di una donna di Pianella in memoria del figlio disabile morto Per eliminare gli ostacoli nelle scuole comunali della città ne servono almeno duecentomila
TERAMO. Il dolore per la perdita di un figlio si trasforma in atto di generosità. Alfiera Natali, cittadina di Pianella, ha deciso così di donare 6mila euro al Comune di Teramo per contribuire all’abbattimento delle barriere architettoniche. Lo rivela il sindaco Gianguido D’Alberto nel giorno della presentazione della mappa degli ostacoli da eliminare per la massima accessibilità alle scuole di cui è responsabile l’ente. «La signora ha visto servizi televisivi», spiega il primo cittadino, «ed è rimasta colpita dalla sensibilità dell’amministrazione nei confronti dei diversamente abili».
In particolare, a suscitare in Alfiera Natali il gesto filantropico è stato un servizio dedicato a Enzo Cipollone, il giovane disabile impegnato da anni in iniziative per l’abbattimento delle barriere in uffici e locali pubblici. Sarà lui, dunque, a scegliere la destinazione di una parte della somma donata dalla donna in memoria del figlio Umberto Maria D’Angelo, diversamente abile e morto a 16 anni. La cifra restante verrà utilizzata anche per installare un montascale all’ingresso del Comune. «La casa di tutti non può essere tale», spiega il sindaco, «se una persona in carrozzina non può entrarci». L’eliminazione delle barriere architettoniche, però, necessita di un importo molto più consistente. Servono almeno 200mila per garantire le condizioni minime di accessibilità delle scuole.
La stima emerge dalla ricognizione avviata dal Comune nelle 26 strutture di sua competenza. Nella cifra, tra l’altro, non rientrano i casi più gravi. Sono quelli della San Berardo e dell’asilo nido La Coccinella a Piano Solare che per la conformazione degli edifici richiederebbero interventi strutturali, oltre che sull’impiantistica, per i quali non è stato possibile un calcolo esatto della spesa.
L’analisi, stilata dal disability manager Giuseppe Ciprietti, che ne ha illustrato i risultati insieme a D’Alberto e all’assessore al sociale Simone Mistichelli, descrive una situazione disomogenea e per alcuni aspetti paradossale nelle diverse scuole. Alla De Jacobis, ad esempio, lo scivolo per l’ingresso in carrozzina c’è, ma risulta non collaudato sebbene realizzato da circa quattro anni e soprattutto manca di spazi di manovra adeguati tra le due rampe che lo compongono. «In diverse strutture, come la D’Alessandro, sono stati installati montascale che però non funzionano», sottolinea il primo cittadino, «e permangono problemi di collegamento tra un piano e l’altro». Anche con i bagni esistono difficoltà: spesso quelli attrezzati per i disabili si trovano su un solo livello dell’edificio mentre gli studenti che ne hanno bisogno frequentano aule in zone da cui fanno fatica a raggiungerli. «Le situazioni più critiche riguardano strutture private in uso al Comune», sottolinea Ciprietti, «in particolare l’asilo di Nepezzano ha uno scivolo con una pendenza da sky lift». Gli impianti installati a volte sono messi fuori uso da atti vandalici. È il caso dell’asilo di via Diaz, dove la rampa è stata distrutta durante raid notturni. Non mancano, però, anche strutture in condizioni adeguate. Su tutte la media Zippilli e le elementari San Giorgio e Piano della Lenta che sono dotate di attrezzature adatte ad accogliere al meglio studenti disabili. Se però si va oltre le difficoltà motorie, il quadro è sconfortante. In nessuna scuola di fatto sono stati attivate infrastrutture, come percorsi per audiolesi e ipovedenti. «Su questo siamo all’anno zero», osserva il sindaco, mentre Mistichelli annuncia interventi per favorire gli spostamenti dei diversamente abili in corso San Giorgio.
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